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Buongiorno. Prima mentre stiravo pensavo ai miei figli……e alla storia che avevo loro dato……. così ti scrivo questo….non è tutto quello che volevo dire o come volevo dirlo. Mi è venuto così… ciao, adesso porto i miei polmoni a camminare in campagna

Non ho mai letto, sul foglietto della messa domenicale, specifiche preghiere per i figli dei separati-divorziati. Si prega per le famiglie, per le famiglie in difficoltà, per i coniugi, ma davvero non mi sembra di aver mai sentito una preghiera specifica per i figli di queste realtà spezzate.  Possiamo dire che sono i nuovi poveri? E non solo perché in moltissime realtà la frattura della famiglia porta anche ad una frattura dell’equilibrio economico, ma perché sono immensamente poveri dentro, se per povertà si intende anche la sofferenza. Sono molto vicini a noi, non serve fare viaggi in terre lontane per incontrarli e non è neppure necessario fare un versamento su un determinato conto corrente per sostenerli. Esistono e non sono poi così nascosti in quanto oramai credo che ce ne sia quasi uno in ogni classe o nei vari gruppi e svariate attività frequentate dai nostri figli. Eppure mi sembra che nelle nostre preghiere e intenzioni siano dei “dimenticati”.

La separazione dei genitori li colpisce, in molti casi li ferisce mortalmente, senza riguardo dell’età, sia essa la più tenera infanzia o l’adolescenza o la giovinezza. Non sempre i genitori hanno la maturità, il buon senso, io lo chiamo semplicemente “l’amore”, per risparmiare loro scenate, odio reciproco, contese, rivendicazioni, insulti e quanto di peggiore l’animo umano sia in grado di estrarre dalle pieghe più profonde e nascoste. Loro, senza colpa, vengono coinvolti in situazioni decisamente più grandi di loro e ne escono sempre perdenti. Perché sempre perdono uno dei genitori. E non è come se fosse morto in un incidente, o di malattia, o in guerra come all’epoca dei loro nonni e bisnonni, per cui il ricordo veniva anche sublimato; no, il genitore è ben vivo, magari con un altro o altra compagna, magari con nuovi figli, certo con una nuova famiglia. Non sono psicologa per cercare di spiegare i meccanismi che si creano in queste creature, i sensi di colpa, di inadeguatezza (se lui/lei ha preferita quell’altra famiglia allora io…..), di ribellione, di indifferenza.

Certamente, anche nelle migliori situazioni di separazione e divorzio per questi innocenti c’è una grande sofferenza, una grande perdita, un grande lutto, che si porteranno per tutta la vita e su cui dovranno lavorare per trovare e creare il loro equilibrio. Possono esistere le famiglie allargate, ma la “loro famiglia” non esiste più. Non mi addentro assolutamente sul fatto che la separazione sia il male minore, in alcuni casi estremi l’unica soluzione per tutelare i componenti più deboli, in molti altri meglio questo piuttosto che certi matrimoni con tradimenti, indifferenza, odio, continui litigi.

Ma i figli sono sempre lì, in mezzo ai loro genitori.

E allora, possiamo pregare per loro? Anche se personalmente non li conosciamo, ma i figli sono figli di tutti, sono nostri figli, certamente sono i nostri fratelli del Padre Nostro.

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