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Il cammino nella

fiducia in Dio

all’interno del vangelo secondo Luca

 

Lunedì 12 novembre

Mattina

Invocazione dello Spirito Santo

 

La solidità della fiducia

 

Invocazione: Amare questa vita

 

 

Dal Vangelo secondo Luca (cap. 1)

1Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

 

 

Spunti per la meditazione

  • Il cristiano, il consacrato salesiano non è uno sprovveduto: basa la sua fiducia sulla «solidità degli insegnamenti». In greco si parla di asfaleian (duro e affidabile come l’asfalto!)

 

  • La vera «solidità» a cui ci riferiamo è la vita stessa di Dio, ri-velatosi in Gesù Cristo, soprattutto nella sua ultima cena, passione, morte, risurrezione, ascesa al cielo e dono dello Spirito santo.

 

  • Ogni cristiano ha assolutamente bisogno di riscoprire, quasi di riscrivere la propria storia come una storia sacra, dove Dio scrive dritto sulle righe storte della nostra esistenza

 

 

Preghiera corale

O Gesù, ti sei presentato al tuo paese

per annunziare i tempi messianici,

per proclamare

ai poveri il lieto messaggio,

ai prigionieri la liberazione,

ai ciechi la vista,

agli oppressi la libertà,

per predicare un anno di grazia.

 

Grazie per tutti coloro che si adoperano

E si sono adoperati per questo.

Grazie per quanti proclamano

E hanno proclamato la tua Parola,

con la parola e con la vita,

nella salute e nella malattia,

con popolarità o nel silenzio.

 

Mandaci sempre uomini pazzi di te,

pronti a testimoniarti con la vita.

Fino a quando la Tua Parola viene proclamata,

è ancora tempo di speranza e di salvezza.

 

Solo chi si apre alla verità

e alla conoscenza della Tua legge,

sperimenta gioia e riconoscenza.

 

 

Affidamento: Vergine del silenzio

 

 

 

Lunedì 12 novembre

Pomeriggio

Fare discernimento

 

I dubbi nella fede di Zaccaria

 

Invocazione: Alzano i fiumi, Signore

 

Dal Vangelo secondo Luca (cap. 1)

8Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, 9gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. 10Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. 11Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. 12Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. 13Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. 14Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, 15perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre 16e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. 17Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». 18Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». 19L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. 20Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».

 

 

Spunti per la meditazione

  • Quanti avvenimenti, gioie e fatiche, sorprese e malattie ci sono apparentemente toccati «in sorte»? Riusciamo a offrire prima di tutto a noi stessi una lettura di fede, evangelica: una buona Notizia?

 

  • Il popolo accompagna con la preghiera Zaccaria. Noi ci sentiamo in comunione con tutta la Congregazione, con la Chiesa intera e il mondo che geme e gioisce?

 

  • «Non temere»: quante volte viene ripetuto nell’Antico e Nuovo Testamento? Un numero infinito. Allora perché siamo ancora così interiormente paralizzati dalla paura o dalla sfiducia?

 

  • Perché viene disposto il mutismo di Zaccaria? Probabilmente è messo in condizione da non avere più nulla da dire di sensato, di aderente alla fede in Dio. Quando la sua fedeltà formale diventerà obbedienza di cuore alla volontà di Dio, allora sì che potrà cantare, ballare, inneggiare le meraviglie del Signore!

 

 

 

 

Preghiera corale

Signore, quanto silenzio.

Fuori e dentro di me.

Quanti rumori inutili o dannosi.

Quanta dispersione di energie per ciò che passa

e quanto poco entusiasmo

per ciò che resta per sempre.

 

Donaci, buon Gesù,

di fidarci di te

nel giorno come nella notte,

nelle sorprese gradite

come nelle scommesse perdute.

 

Donaci, Signore,

se parliamo, di farlo nel Tuo nome.

Se taciamo, il nostro non sia un silenzio aspro,

ma colmo della Tua gloriosa Presenza.

 

 

Ringraziamento: Maria, tu sei

Martedì 13 novembre

Beato Artemide Zatti

Mattina

 

Il sì nella fede di Maria

 

Invocazione: Tu sei

 

Dal Vangelo secondo Luca (cap. 1)

26Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». 29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Spunti per la meditazione

  • Brano di Vangelo fondamentale, comunque pieno di riferimenti concreti. Che bello guardare anche alla concretezza della nostra esistenza, dalla famiglia alla vita salesiana e sacerdotale…

 

  • «Rallégrati, piena di grazia». A Maria viene donato di esplodere di gioia. Io, come esprimo la pienezza del mio cuore, anche con un «grazie», addirittura a partire da una carrozzella…

 

  • Maria è «molto turbata». Anzitutto, non stupiamoci se può capitare anche a noi. Ma lei apre il cuore all’angelo, non ha paura di chiedergli precise spiegazioni. A me, a volte capita di arrovellarmi, crogiolarmi troppo, ripiegandomi sulle mie perplessità e non affidandole a Dio. (Quanto mi lascio curare dal mio angelo custode?)

 

  • «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Non è banale, non è scontato, probabilmente neppure per Maria Santissima. Ma è un «sì»! Forse… c’è qualche «sì» che anch’io sarei chiamato a pronunciare e di cui ho tanta paura?

 

 

 

 

 

 

Preghiera corale

O Signore, ci inviti a riflettere sul rapporto

tra santità e fecondità.

 

In Maria ci offri l’immagine della nuova umanità

che partecipa in pienezza di Te.

In te, o Maria, preservata da ogni macchia di peccato

fin dal tuo concepimento,

onoriamo il prototipo dell’umanità futura.

 

Contemplando te, o Vergine Santa,

abbiamo nostalgia di ciò che avremmo potuti essere,

ma non siamo.

 

Tu, o Maria, ci appari all’orizzonte della storia umana

come speranza per poter raggiungere anche noi

la vetta della santità a cui il Signore ci chiama

per divenire anche noi popolo nuovo.

 

Vera santità è una vita immacolata

e feconda di gesti d’amore.

 

Tu, o Signore, sei fecondo perché sei Amore,

e la santificazione è opera dello Spirito.

 

 

Affidamento: Maria, vogliamo amarti

 

Martedì 13 novembre

Beato Artemide Zatti

Pomeriggio

 

Elisabetta, contagiata dalla fede di Maria

 

 

Invocazione: Te al centro del mio cuore

 

Dal Vangelo secondo Luca (cap. 1)

39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

 

 

 

 

Spunti per la meditazione

  • Maria si alzò in fretta. Ogni età ha i suoi tempi, ma il Signore ha sempre la capacità di sconvolgerci e ci chiede una risposta pronta, anche se in modalità molto differenti. Sono pronto a lasciarmi “rovesciare” da Dio, per un di più?

 

  • «Il bambino sussultò nel suo grembo». Giovanni Battista si mostra veramente e intimamente precursore, fin dal grembo materno. Si tratta del primo annunzio della venuta del regno evangelico. Noi siamo forse abituati a ridurre l’annunzio cristiano con quello solo esplicito, dai pulpiti o dalle cattedre. Ma ogni istante, dal concepimento, all’ultimo respiro di vita, può essere un validissimo annunzio cristiano!

 

  • «E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». La fede cristiana è solo fantasia, illusione, o la realtà più reale? Per Maria la risposta è proprio chiara. E per noi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Preghiera corale

Maria è la grande pellegrina del Signore, è in cammino:

verso Elisabetta, Betlemme, Egitto, Nazaret, Cana,

con Gesù e per Gesù.

È la fede che la spinge.

 

La fede nasce, cresce, matura

nel silenzio, lontano da confusione e rumori.

 

 

La fede stenta a crescere in noi

se non usciamo dal nostro sterile isolamento

per dare e ricevere aiuto nel cammino.

 

Maria crede alla Parola,

dà fiducia al progetto di Dio.

 

Fede è accogliere la verità di Dio

nella Parola e nella Storia,

fare di sé il senso più pieno

della relazione con Dio.

 

 

Quando si dice «sì» a Dio,

quando ci fidiamo di lui,

allora Dio entra nella nostra storia,

come con Maria,

e qualcosa di bello e di grande si compie in noi,

nasce la consapevolezza di vedere all’opera

l’amore di Dio.

 

Solo chi non ha il cuore pieno di sé e di altro

può lasciare lo spazio all’azione di Dio.

 

 

Ringraziamento: Madre io vorrei

Mercoledì 14 novembre

Mattina

Confessio laudis, peccati, vitae

 

Il Magnificat: dalla fede alla lode

 

Invocazione: Laudato sii, Signore mio

 

Dal Vangelo secondo Luca (cap. 1)

46Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore

47e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

48perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

49Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome;

50di generazione in generazione la sua misericordia

per quelli che lo temono.

51Ha spiegato la potenza del suo braccio,

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

52ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;

53ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

54Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 55come aveva detto ai nostri padri,

per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

56Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

Spunti per la meditazione

  • «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente», esclama Maria.
  • IO, nel mio piccolo, lungo tutto il corso della mia vita, di cosa posso ringraziare? Proviamo, questa volta, ad essere concreti (se può servire, anche attraverso la scrittura meditata)

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Preghiera corale

Grazie per ogni madre

che ci ha accolti nel suo grembo

e custoditi con amore.

 

Grazie per tutte le mamme che credono alla vita

e fanno del loro grembo

un giardino fiorito.

 

Grazie per tutti coloro che lottano

per difendere la vita e la sua dignità.

 

Signore, consola le mamme

e dona loro la grazia di benedirti

insieme ai loro figli.

 

Signore, aiuta tutti coloro che lottano,

perché la vita sia sempre più difesa.

 

Signore, metti nel cuore di tutti

la gioia che viene da te,

perché si canti come Maria il Magnificat

della gioia, del servizio,

dell’amore, della giustizia.

 

 

 

Affidamento: Madonna nera

 

 

Mercoledì 14 novembre

Pomeriggio

Rinnovo della consacrazione a Dio

Secondo il carisma salesiano

 

Emmaus: la fiducia oggi

 

Invocazione: Altissimo

 

Dal Vangelo secondo Luca (cap. 24)

13Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.  22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

 

Spunti per la meditazione

 

  • «Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro». Così ancora oggi.

 

  • «Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo». Ci può forse capitare, almeno ogni tanto?

 

  • «Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista». Diamo spazio alla nostra gioia.

 

 

Meditiamo con don Bosco

La sera di quel giorno due discepoli erano in cammino per Emmaus. Mentre discutevano insieme su quello che era accaduto, Gesù si avvicinò e li rimproverò perché non avevano capito ciò che avevano detto i profeti. E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Alla domanda: «Come Gesù si manifestò ai discepoli per la strada di Emmaus?», don Bosco nella Storia sacra risponde: «Sulla sera del giorno stesso Gesù apparve pure a due discepoli che andavano nel castello di Emmaus, e si accompagnò con loro in sembianza di viaggiatore. Egli nel sentire i loro tristi discorsi dimandò di chi parlassero, e perché fossero così afflitti. Uno di essi rispose: Sei tanto forestiero da non sapere quanto sia avvenuto in questi giorni? E gli raccontarono come Gesù Nazareno era stato condannato a morte e crocifisso. Noi speravamo, diceva, che fosse per salvare Israele, ma oggi è il terzo dì che sono avvenute queste cose. Però alcune donne hanno detto che egli è risuscitato. Allora Gesù: O stolti e tardi di cuore a credere cose tutte predette dai profeti! E spiegando loro le sacre Scritture, dimostrò come era stato predetto che Gesù doveva patire prima di entrare nella sua gloria» (SS 202-203).

La Bibbia ha bisogno di essere spiegata, replica don Bosco ai fautori della libera interpretazione. Nel Trattenimento 34 della seconda parte del manuale Il cattolico istruito nella sua religione, il padre dice al figlio: «Che sia necessario il farsi spiegare la sacra Scrittura da quelli che l’hanno davvero studiata, è un fatto dei più chiari ed evidenti. Apriamo la Bibbia medesima, e leggiamo nel Vangelo che il nostro divin Salvatore, dopo la sua risurrezione, comparve ad alcuni discepoli che si mostravano ben istruiti intorno alla Bibbia. Gesù Cristo fece loro alcune dimande, e veduto che capivano le cose al rovescio, interpretava loro le Sacre Scritture facendo loro conoscere le cose che erano contenute nelle Sacre Scritture intorno a lui, e suggerì loro cose necessarie affinché le intendessero» (CII 34).

Gesù ha accompagnato i discepoli sulla strada di Emmaus, ma si può dire anche che i discepoli lo hanno accompagnato: accompagniamolo anche noi oggi quando viene portato sotto le specie eucaristiche.

Parlando dei diversi modi di onorare Gesù Cristo, don Bosco nell’ottavo dei Nove giorni consacrati all’augusta madre del Salvatore sotto al titolo di Maria Ausiliatrice scrive: «Vi sono altre circostanze nelle quali vi è opportunità di onorare Gesù Sacramentato, ed è quando si fanno solenni processioni, o lo si porta per viatico agli infermi. Un buon cristiano pertanto deve farsi allora una premura di accompagnarlo e fargli corteggio. Sì, acompagniamolo volentieri nelle processioni, che sono come i suoi trionfi in questo mondo, e uniamoci divotamente cogli angeli che gli fanno corona.  Rechiamoci eziandio ad accompagnarlo allorché pieno di bontà egli per le mani del suo ministro è portato a visitare i suoi amici malati, a consolarli nelle loro pene, ad aiutarli nel gran passaggio dell’eternità. […] Imitiamo i due discepoli di Emmaus. Questi accompagnarono Gesù per buon tratto di via, trattenendosi con lui in santi colloquii, ascoltando con attenzione e con piacere le sue parole, sebbene non l’avessero conosciuto. Che cosa non avrebbero eglino fatto di più se lo avessero fin da principio scorto pel loro buon Maestro?» (NO 76-77).

 

 

Ringraziamento: O Maria, vergine potente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a padre Antonio Merico O.C., alle cui preghiere sono ispirate quelle presenti in questo sussidio. (Volume Vangelo e vita. Preghiere dell’anno liturgico “C”)

Grazie a don Morand Wirth sdb, per le semplici, illuminanti e profonde pagine di La Bibbia con don Bosco. Una lectio divina salesiana.