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Oggi desidero consegnarti una parola speciale, che esprima il cuore del messaggio del vangelo ad un uomo-donna che viva nel nostro mondo secolarizzato:

«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»

Perché questo messaggio risultasse vero e aderente alla vita, in ogni suo momento, anche in quelli più dolorosi, Gesù è stato disposto ad amarci da morire.

Sono parole dette a te con tutta la tenerezza e la forza che l’amore può avere.

Il nostro è un mondo in cui le voci che risuonano più forti gridano:

“Tu non sei buono, sei brutto; sei indegno; devi solo dimostrare che vali; vale il giudizio tagliente e senza remissione; concorrenza sfrenata”

 

Quando si dà ascolto alle voci che ci chiamano indegni e non amabili, allora il successo, la popolarità e il potere sono facilmente percepiti come soluzione attraente.

Quindi:

  • Rifiuto di noi stessi; non sono buono, mi merito di essere messo da parte, dimenticato, rifiutato, abbandonato
  • Arroganza: mettere me stesso su di un piedistallo, per evitare di essere visto come io mi vedo

 

La sofferenza più profonda nasce dal non sentirmi profondamente benvenuto nell’esistenza umana. Anche se mi è sempre stato detto di essere l’amato, era come se qualcosa, dentro di me, si rifiutasse di ascoltare la voce che proviene dalla parte più profonda e autentica del mio essere e che dice: “Tu sei l’amato, in e mi sono compiaciuto”

 

Invece: “Dimostra che sei degno di qualcosa, fai qualcosa di significativo, spettacolare o potente, e allora potrai guadagnare l’amore che desideri”

 

In verità, tante volte sono stato elogiato, ricompensato, amato… ma sotto sotto rimaneva l’interrogativo: “Se tutti quelli che mi coprono di tanta attenzione potessero vedere e conoscere la parte più intima di me stesso, mi amerebbero ancora?”

 

Non stai sperando anche tu, come me, che qualche persona, cosa o evento possano darti quel sentimento definitivo di intima pace e gioia che tu desideri? Quante volte pensi “forse questo viaggio, questo libro, questa idea, questa serie di eventi, questo lavoro o questa relazione porterà a compimento il mio desiderio più profondo”… Finché rimani nell’attesa di questo misterioso momento, andrai avanti correndo alla cieca, sempre ansioso e senza pace, sempre febbrile e furioso.

 

Ma io e te siamo in realtà AMATI DI UN AMORE INFINITO, SENZA CONDIZIONI da parte di Dio; assai prima che chiunque potesse accoglierci o rifiutarci; amarci o disprezzarci. È Dio che dice “ovunque tu sia, io ci sarò; niente mai ci separerà”.

 

Cf. Isaia 43 «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare, poiché io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore. Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere, perché io sono con te; dall’oriente farò venire la tua stirpe, dall’occidente io ti radunerò».

 

Cf. Salmo 139: “Signore, tu mi scruti e mi conosci… Dove andare lontano dal tuo spirito? Dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei; se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano e la luce intorno a me sia notte», nemmeno le tenebre per te sono tenebre e la notte è luminosa come il giorno; per te le tenebre sono come luce…  Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda… “

Questa voce è come una sorgente che sgorga nel deserto: da custodire come preziosa, di fronte a tutti i nemici, specialmente quelli interni a noi.

 

(Cf. H.M. Nouwen, Sentirsi amati. La vita spirituale in un mondo secolare, Queriniana, Brescia 2005)

 

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Intera Trinità si mette in gioco in modo che questa verità sia proclamata al mondo a riguardo di Gesù.

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Quello che voglio dirti oggi è che tu, proprio tu che sei distratto dalle preoccupazioni o assonnato perché il bimbo non ha dormito stanotte o il giovane figlio è rientrato ormai stamattina dalla discoteca, tu che sei preoccupato per il tuo matrimonio che va a rotoli…… tu (e lui) sei l’Amato.

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Sì, è quella voce, la voce che parla dall’alto o da dentro i nostri cuori, che sussurra dolcemente o dichiara con forza: “Tu sei l’amato, in te mi sono compiaciuto”.

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Non è certamente facile ascoltare quella voce in un mondo che ci assedia e pieno di altre voci che gridano: “Tu non sei buono, sei brutto, sei indegno, sei da disprezzare, non sei nessuno e non puoi dimostrare il contrario”

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Quando si dà ascolto alle voci che ci chiamano indegni e non amabili, allora il successo, la popolarità, il potere, la sessualità disordinata sono facilmente percepiti come soluzioni attraenti. Ma la vera trappola è il rifiuto di noi stessi.

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Vi chiedo perdono per tutte quelle volte in cui la Chiesa o la morale cristiana, invece di spiegare le vere ed evangeliche ragioni dell’agire moralmente bene, si è presa gioco di noi e di voi facendo leva solo sui sensi di colpa. Il senso di colpa è come sentirsi sporchi dentro, come avere una macchia che si lava ogni volta ad esempio con la confessione, ma che riemerge sempre (vedi Lady Macbeth). Il peccato autenticamente cristiano, invece, riguarda una relazione personale con Dio e con i fratelli: come un’amicizia interrotta, ma che un abbraccio, un “ti voglio bene”, a volte anche solo una telefonata può riallacciare. Il senso di colpa distrugge, rende aggrovigliati su se stessi; il perdono del peccato rialza, permette di crescere!

«Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Allora è proprio vero che l’intera Trinità si mette in gioco in modo che questa verità sia proclamata al mondo a riguardo di me, di te che ascolti, di ogni fratello e sorella che incontriamo…

 

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