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Mi ha impressionato, un giorno, visitando gli ammalati in ospedale, il viso di una persona. Il suo male era di quelli che non perdonano.

Ma ciò che colpiva era la serenità, come una trasfigurazione nel dolore… quasi a volerci insegnare che vi è ‘una sofferenza’ che matura e, in più, ci rende davvero figli, degni del premio eterno.

 

Dall’abisso di pietre al monte della luce, dalle tentazioni nel deserto alla trasfigurazione. Le prime due domeniche di Quaresima offrono la sintesi del percorso che la vita spirituale di ciascuno deve affrontare: evangelizzare le nostre zone d’ombra e di durezza, liberare tutta la luce sepolta in noi. In noi che siamo, assicura Gesù, luce del mondo. Guardate a lui e sarete raggianti e non avrete più volti oscuri, cantava il salmista.

Ciò che seduce Pietro non è lo splendore del miracolo o il fascino dell’onnipotenza, ma la bellezza del volto di Gesù, immagine alta e pura del volto dell’uomo, così come lo ha sognato il cuore di Dio. Intuisce che la trasfigurazione non è un evento che riguarda Gesù solo, ma che si tratta di un paradigma che ci riguarda tutti e che anticipa il volto ultimo dell’uomo, è «il presente del nostro futuro» (come Tommaso d’Aquino chiama la speranza).

Infine il Padre prende la parola ma per scomparire dietro la parola del Figlio: «Ascoltate Lui». Sali sul monte per vedere e sei rimandato all’ascolto. Scendi dal monte e ti rimane nella memoria l’eco dell’ultima parola: Ascoltate Lui. Nostra vocazione è liberare, con gioiosa fatica, tutta la bellezza di Dio sepolta in noi. E il primo strumento per la liberazione della luce è l’ascolto della Parola.

 

  • oscuro cammino della fede, sino alla croce di Gesù e alla nostra partecipazione alla croce per amore:
    • mancato sacrificio di Isacco
    • nube della trasfigurazione
  • Presenza di tutta la potenza tenera; della fedeltà immancabile; della giustizia misericordiosa di Dio
  • anticipazione della risurrezione
    • in Cristo
    • dono di vita divina ai fedeli, che vengono trasformati da incerti a testimoni, da paurosi a martiri di Cristo e del vangelo
  • trasfigurazione delle relazioni.
    • Da “loro soli”
    • a “Gesù solo, con loro”
  • segno esemplare di vocazione universale alla santità:
    • sposati, nel segno della piena comunione tra loro, in Cristo
    • sacerdoti, totalmente rivolti al ministero nella Chiesa
    • consacrati e consacrate, “Dio esiste e il suo amore può colmare una vita”
      • obbedienza
      • povertà
      • castità
      • missione
      • in comunità

 

Con spunti da mons. Antonio Riboldi p. Ermes Ronchi

 

One Comment

  1. In questo omento vorrei essere anche io come Abramo: prendere in braccio la mia vita da oggi in poi, la mia pensione, i miei sogni, i miei progetti (insomma, il mio Isacco) e avere la fede totale in Dio nel dirgli: non capisco tutto, ma rinuncio al mio tutto (= Isacco), tutto ti dono perchè tutto tu mi hai donato, tutto mi è in-differente (per Abramo non faceva differenza avere o non avere il figlio, gli era stato donato, era la concretizzazione dell’amore di Dio, la dimostrazione tangibile di questo amore, per cui l’importante era AVERE DIO). Vorrei anche io avere Dio in modo così profondo e totalizzante. Vivere questo completo abbandono. So di essere tra le braccia di Mio Padre, a livello “epidermico” (= della mnte) non lo sento, o lo sento poco, ma questo è il mio gande limite, la mia sofferenza. E vorrei tanto sentire una voce che mi dice cosa devo fare. “Dio esiste, e il suo amore può colmare una vita”. E’ vero, lo sperimento (tra alti e bassi dovuti alle mie fragilità). Talvolta mi sembra così facile e ovvio e scontato evere fede! Essere cioè intimamente uniti a Dio, così come doveva essere alle origini…..Come doveva essere bello il Paradiso di Adamo e di Eva! Com’è bello il sogno di Dio sull’uomo! Il Suo progetto su ciascuno, anche su di me! e poi io…ho rovinato molte cose….”Il suo amore può colmare una vita”: mio Dio, guida i miei passi al di fuori dei miei progetti (in questo momento molto concreti di piccole ristrutturazioni ma di spese importanti), fammi capire dove mi vuoi. Dammi la forza anche di lasciare tutto e di preferire altre soluzioni, che sono le Tue soluzioni.

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