Due notizie dagli USA e le elezioni italiane. Di Marco Tosatti.

Due notizie dagli Stati Uniti mi hanno fatto pensare alle elezioni di domenica prossima. La prima è di oggi. Il Senato dello Iowa mercoledì ha approvato una misura che proibisce l’aborto nel momento in cui viene rilevato il battito cardiaco del feto. La legge prevede alcune eccezioni in caso di emergenze mediche. La Conferenza Cattolica dello Iowa ha apprezzato “i legislatori per il loro sforzo nel far avanzare la protezione dei bambini non nati”.

La seconda è di qualche giorno fa, ed è molto interessante. Un vescovo, quello di Springfield, Thomas Paprocki, ha emesso un comunicato, in cui annuncia che il senatore Richard Durbin non dovrebbe essere ammesso alla comunione, a causa della sua “ostinata persistenza in un peccato grave manifesto”. Richard Durbin è un senatore democratico, e nel gennaio scorso ha votato contro un progetto di legge che voleva impedire l’aborto dopo la ventesima settimana di gestazione, il “Pain-Capable Unborn Child Protection Act”. Gli Stati Uniti sono fra i sette Paesi al mondo –compresi Cina Popolare e Corea del Nord – che permettono la soppressione di un bambino dopo quel limite.

“Sono completamente d’accordo con S.E. il cardinale Timothy Dolan, che ha definito il fallimento del passaggio al Senato del Pain-Capable Unborn Child Protection Act ‘terribile’. Quattordici senatori cattolici – scrive mons. Paprocki – hanno votato contro la legge che avrebbe proibito gli aborti dopo la ventesima settimana, compreso il sen. Richard Durbin, che abita a Springfield, Illinois”.

Già nell’aprile del 2004, racconta mons. Paprocki, quello che era allora il pastore di Durbin, e ora è vescovo a Orange, in California, aveva detto che avrebbe esitato a dare la comunione al sen. Durbin perché “le sue posizioni pro aborto lo mettevano fuori della comunione o dell’unità con gli insegnamenti della Chiesa sulla vita. Il mio predecessore, l’arcivescovo Lucas di Omaha, disse che avrebbe appoggiato quella decisione. Io ho continuato in quella posizione”.

Il comunicato ricorda il Canone 915 del Codice: “chi ostinatamente persiste in un peccato grave manifesto non deve essere ammesso alla Santa Comunione”. Di conseguenza, scrive mons. Paprocki, “il senatore Durbin non può essere ammesso alla Santa Comunione fino a quando non si penta del suo peccato. Questa misura non è intesa in senso punitivo, ma per portare a un cambiamento di cuore. Il senatore Durbin una volta era pro-life. Prego sinceramente affinché si penta, e torni ad essere pro-life”.

Sto pensando a questo vescovo coraggioso, e ai vescovi nostrani. Indignati se un politico mostra un rosario, e promette sul Vangelo. Ma non indignati perché un politico, che si dichiara cattolico, risolve il problema di lista della più grande pro-abortista della storia italiana (in teoria e in pratica: la famosa foto con la pompa da bicicletta è vera, ed è stata pubblicata su un grande settimanale italiano in quegli anni), che può così allestire una campagna faraonica con soldi giunti dall’estero; e sappiamo da chi. E non indignati se dei cattolici la votano. Per questo non c’è indignazione, perché fa squadra con il partito per cui troppi vescovi, e il vertice della Conferenza Episcopale, hanno mostrato e continuano a mostrare una contiguità imbarazzante, a dispetto delle leggi anti-famiglia e anti-vita approvate.

Avessimo dei Paprocki! Prendetela come un’intenzione (e un consiglio ampio) di voto. Domenica i vescovi non possiamo mandarli a casa. Altri invece sì. E se per caso quelli che spero che vincano ci prenderanno in giro anche loro….beh, almeno ci avremo provato. Noi non avremo da rimproverarci nulla, se non la nostra ingenuità. Altri – vescovi e compagnia cantante e scrivente – forse sì.

1 thought on “Due notizie dagli USA e le elezioni italiane. Di Marco Tosatti.”

  1. Poi purtroppo esistono i gesuiti, quelli di oggi. Una piaga della Chiesa visto che, oltre a cercare registrazioni su quanto detto da Gesù per avere conferme, premiamo personaggi discutibili che si adoperano pro aborto.

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