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Mercoledì prossimo, al Senato, nella sala Nassirya, ci sarà una conferenza stampa per difendere il diritto alla libertà di espressione e di opinione, anche quando si parla di aborto.

 

 

Lo ha annunciato oggi il senatore Simone Pillon, dopo le polemiche suscitate dall’affissione di una manifesto gigante che mostra un bambino in gestazione all’undicesima settimana di vita.

Il manifesto era esposto a Roma sulla frequentatissima via Gregorio VII da Pro Vita Onlus, che parteciperà alla conferenza stampa di mercoledì prossimo. Il manifesto nel frattempo è stato rimosso, come annuncia l’Associazione Vita di Donna Onlus. Dopo che alcune esponenti locali del PD avevano protestato, e che la senatrice Monica Cirinnà aveva lanciato su Twitter l’hastag #rimozionesubito mentre sulla pagina Fb aveva pubblicato il seguente post: “Vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Stato e contro il diritto di scelta delle donne”.

A cui aveva risposto Maria Rachele Ruiu: “Vergognoso che in parlamento si permettano espressioni/azioni contro una legge dello Stato [40/2004] e contro il diritto di ogni bambino di non essere venduto/ceduto come un oggetto. Oppure decide lei quali leggi si possono contestare e quali no?”.

La Cirinnà è favorevole alla pratica dell’utero in affitto, condannata dalla UE oltre che dalla legge italiana, e giudicata una forma di schiavismo mascherato.

La rimozione è stata compiuta dal Comune di Roma, guidato dall’esponente del M5S Virginia Raggi, che però aveva dato tutte le autorizzazioni necessarie all’affissione. Non si capisce quindi in base a che cosa è stata presa la decisione di rimuoverlo. Una decisione che va sicuramente contro la libertà di espressione e di opinione, e che certamente non testimonia a favore della democraticità e del rispetto della Costituzione da parte del Movimento, che si sta rivelando sempre di più come una forma di metamorfosi della sinistra piadina.

“Circa le polemiche per il manifesto contro l’aborto affisso a Roma dall’associazione PRO VITA, il senatore Simone Pillon, tra i fondatori del Family Day, si appella alla libertà di manifestazione delle idee, e ricorda che l’associazione pro life aveva chiesto e ottenuto dal comune di Roma tutti i permessi per l’affissione del manifesto. “Forse gli esponenti del Partito democratico dimenticano le regole della democrazia quando qualcuno esprime idee diverse dalle loro” osserva Pillon. Nel merito della polemica, “Vorrei ricordare alla gentile senatrice Cirinnà che a meno che lei non sia un’aliena, anche lei è stata embrione, e che se sua madre avesse proceduto ad aborto, lei oggi semplicemente non ci sarebbe. Quindi ci pensi bene quando parla di diritto delle donne e di rimozione dei manifesti PRO VITA” afferma il senatore della LEGA; “Esiste infatti il primario diritto dei figli a venire al mondo. E normalmente dovrebbe esser data preminenza al diritto dei bambini rispetto a quello degli adulti”.

“Per queste ragioni mercoledì 11 aprile alle ore 11 alla sala Nassirya del Senato terremo una conferenza stampa congiunta con gli amici di PRO VITA per rilanciare il diritto dei minori a venire al mondo e il diritto di tutti noi attivisti pro life a manifestare liberamente il nostro pensiero” conclude il sen. Pillon”.

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