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Ad Agrigento le celebrazioni per ricordare la visita di Giovanni Paolo II che il 9 maggio 1993, al termine dell’omelia della messa celebrata nella Valle dei Templi, lanciò un grido contro la mafia

Era il 9 maggio 1983 quando Giovanni Paolo II, in visita alla Valle dei Templi di Agrigento, gridò ai mafiosi: “Convertitevi”.

A 25 anni di distanza – come ricorda anche l’Osservatore Romano -, il prossimo 9 maggio, la Chiesa di Sicilia si ritroverà nello stesso luogo per ricordare lo storico evento. La Messa sarà concelebrata da tutti i vescovi delle diocesi della Sicilia e presieduta dal cardinale Montenegro e trasmessa in diretta da Tv2000. Nella stessa giornata, alle 18, i vescovi siciliani – tutti presenti all’incontro – renderanno noto un documento sulla mafia.

Le celebrazioni sono già iniziate il 2 maggio, con un incontro nella chiesa San Pietro ad Agrigento con l’arcivescovo emerito Carmelo Ferraro – che allora accolse Giovanni Paolo II – e il cardinale Francesco Montenegro. “Le parole del Papa furono profetiche: non ha maledetto i mafiosi, ma li ha invitati a un incontro con Cristo – questo il ricordo di monsignor Ferraro -. La mafia ritenne che fosse un’offesa da vendicare. Così nella basilica di San Giovanni in Laterano mise circa trecento chili di tritolo pochi mesi dopo. Il 15 settembre fu ucciso padre Puglisi. Perché la vendetta è il linguaggio della mafia“.

Qualche mese prima erano stati uccisi i giudici Falcone e Borsellino. Un anno prima la Chiesa agrigentina aveva redatto un documento sull’emergenza mafia, che contava almeno 200 morti ammazzati.

Monsignor Ferraro considera il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi come un “punto di non ritorno” della Chiesa nei confronti della mafia.

«Dio ha detto una volta: non uccidere. Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di Cristo, mi rivolgo ai responsabili: convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio!».

Ecco il testo integrale archiviato sul sito della Santa Sede.

Fonte: http://www.avvenire.it

 

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