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«Battezzate nel nome del Padre»: cuore che pulsa nel cuore del mondo, sorgente dell’essere; «e del Figlio» nella fragilità di un Dio che si è fatto carne, lievito, seme, grido; «e dello Spirito» che presiede ad ogni nascita e ad ogni ricominciamento. La Trinità ha nomi che abbracciano e fanno vivere. La sua vita non è estranea né alla fragilità né alla bellezza della carne, non al dolore né alla felicità dell’uomo.
«Battezzate ogni creatura».
Battezzare significa immergere:
immergete ogni vita dentro l’oceano di Dio, e sia sommersa, e sia sollevata dalla sua onda mite e possente! Fate entrare ogni vita nella vita di Dio.
Questo e non altro è il compito della Chiesa, il senso del suo esserci: introdurre gli uomini nella vita divina, che vibra di comunione. Sono le ultime parole di Cristo, il suo testamento, il cuore della fede.
Immersione felice
assicura Mosè: «Tutto questo è detto perché siate felici voi e i vostri figli!». Il battesimo ci è dato a protezione di una lunga felicità. Immersione esigente, per Paolo, nella Croce che è amore fino alla fine, dono estremo. «Insegnate a osservare tutto ciò che vi ho comandato».
E che cosa è questo tutto? Gesù stesso lo riassume in una parola: «Amatevi». Missione della Trinità e degli Undici, i piccoli abbracciati: insegnate ad amare, come si insegna un’arte che si conosce bene, come si insegna una strada dell’anima che si è percorsa davvero. Insegnate ad essere felici dice Mosè.
Insegnate a donare, dice Paolo.
Che i vostri figli imparino ad amare! Non c’è bisogno d’altro per affacciarsi sull’orlo del mistero.

One Comment

  1. Come si fa a vivere senza Dio? Stamattina, aspirando a pieni polmoni la fragranza del gelsomino in fiore, annientandomi nei colori delle corolle dei balconi e terrazze, ascoltando il cinguettio del merlo e la voce assonnata del bimbetto vicino di casa, sorseggiando il caffè alla calda ombra della “terrazza verde” tra le ortensie e la camelia, godendo appieno di questi momenti, vedendo in tutto Dio, mi sono chiesta come si può vivere senza di Lui. Non si può vivere senza l’aria che ci circonda, nella quale siamo immersi. Certo, ci sono altre soluzioni: la bombola di ossigeno, la tenda ad assigeno: si continua a respirare, a vivere, ma come? Assolutamente limitati: non è libertà camminare trascinando il carrellino della bombola con i tubicini che arrivano al naso o dover restare assolutamente sempre in una stanza totalmente asettica o sotto un telo trasparente contenente aria pura. La libertà dell’aria è poter essere ed andare ovunque, a qualsiasi latitudine, ad altezze estreme, in qualsiasi luogo, e vivere, e respirare, “a pieni polmoni”. Per me così è con Dio. Avrei potuto trovare altre soluzioni, carellini di ossigeno ai quali dover restare sempre attaccata e dipendente, stanze nelle quali rifugiarmi in un’aria artificiale, non naturale. E io, asmatica, so cosa vuol dire quando manca il respiro. Ecco, quando ero lontana da Lui, bocheggiavo nella vita come quando dimentico il Ventolin e il cortisone a casa e improvvisa mi assale una crisi d’asma. Ecco, per me la vita è sentirmi immersa “nell’aria che è Dio” e che mi dà la vita. E’ il Padre, il mio Creatore, che si fa a me visibile, attraverso l’incarnazione, nel Figlio (fotografia perfetta del Padre) e questi non ci abbandona dopo il suo ritorno al Padre ma ci invia lo Spirito (soffio, respiro). La vita fisica è possibile solo respirando l’aria, la nostra vera vita è possibile solo respirando lo Spirito che ci permette di superare i nostri limiti, di amare senza ritorno, di essere nel cuore e non solo nella testa. Certo, i miei problemi continuano ad esserci, come i momenti di crisi, le fatiche, le ribellioni a persone o fatti, ma mi sento aiutata nel vincere il problema, ogni mio egoismo e paura, a rilanciarmi ancora in quel gesto d’amore che mi pesa, in quella situazione che vorrei lasciare o verrei tanto non accadesse. Alla fine credo di capire sempre di più quale sia la mia missione qui sulla terra, solo così potrò vivire la vita eterna: amare, con tutte le mie incertezze, la fatica, talvolta l’impossibilità, accettando anche il rifiuto del mio amore. Non fare, ma vivere la vita, e vivo la mia vita non quando faccio ma quando opero, immersa nell’aria che è Dio.

    annalisa

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