Il ministro Fontana scrive a “Il Tempo”

Egregio direttore,
ringrazio Lei, Il Tempo, la Sua redazione e tutti coloro che mi hanno espresso sostegno nei giorni in cui è in atto un forte tentativo di attacco non solo nei miei confronti, ma contro i valori in cui la maggioranza silenziosa e pacata del Paese si rispecchia. Quanto si è visto ricorda amaramente le previsioni di Gilbert Keith Chesterton: «Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate», una profezia che non sembra più così remota. Ed è quello che è successo. Abbiamo affermato cose che pensavamo fossero normali, quasi scontate: che un Paese per crescere ha bisogno di fare figli, che la mamma si chiama mamma (e non genitore 1), che il papà si chiama papà (e non genitore 2). Abbiamo detto che gli ultimi e gli unici che devono avere parola su educazione, crescita e cura dei bambini sono proprio mamma e papà, principio sacrosanto di libertà. La reazione – di certi ambienti che fanno del relativismo la loro bandiera – è stata violentissima. È partita un’accanita raffica di insulti, offese, anche personali, minacce (che saranno portate all’attenzione degli uffici competenti). I social hanno amplificato la portata di questa azione, da taluni condotta a tavolino. Viviamo in tempi strani. La furia di certa ideologia relativistica travalica i confini della realtà, arrivando anche a mettere in dubbio alcune lampanti evidenze, che trovano pieno riscontro nella nostra Costituzione. «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», recita l’articolo 29, che sarà il principio azione da ministro.
Detto questo: la rivolta delle élite non ci spaventa e non ci spaventa affrontare la dittatura del pensiero unico. Andiamo avanti, con grande motivazione, abbiamo tanti progetti da attuare. Lo facciamo con i tantissimi che – come Voi – ci hanno manifestato la loro solidarietà. Siete stati e siete numerosissimi e a tutti va un sentito ringraziamento. La storia ci conforta. «Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!», diceva San Pio X. E noi siamo fieri di non aver paura di dirci cristiani, di dirci madri, padri, di essere per la vita. Abbiamo le spalle abbastanza larghe per resistere agli attacchi gratuiti rispondendo con l’evidenza dei fatti, la forza delle idee e la concretezza delle azioni. Onore a un giornale libero che ha il coraggio di esprimere posizioni controcorrente. Mai come in questo momento battersi per la normalità è diventato un atto eroico.”
Con stima
Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia.
Fonte: http://www.iltempo.it/politica/2018/06/04/news/governo-gay-lorenzo-fontana-ministro-famiglia-omosessuali-insulti-social-1070304/



Nicaragua, assedio alla chiesa degli oppositori: cinque morti

Nuovi scontri tra la polizia e i manifestanti che protestano contro il presidente Ortega. La rivolta scoppiata sei settimane fa contro i tagli sociali ha già fatto oltre cento vittime. L’appello del Papa per il dialogo

Nuove violenze in Nicaragua negli scontri tra gli oppositori del presidente Daniel Ortega e le forze dell’ordine. L’ex leader sandinista, 72 anni, uomo forte della politica del paese centramericano da quarant’anni che guidò la rivolta contro la dittatura militare nel ’79, è tornato alla presidenza del Nicaragua nel 2007. Ma oggi è duramente contestato dalla popolazione e dalle forze di opposizione che ne chiedono le dimissioni. Gli ultimi scontri tra i manifestanti, armati di mortai rudimentali, e la polizia si sono concentrati a Masaya, una volta roccaforte sandinista. Il bilancio è di cinque vittime, dopo l’assedio a una chiesa della città, venti chilometri a sud della capitale Managua, dove i sostenitori dell’opposizione avevano cercato rifugio dopo essere stati attaccati dalla polizia antisommossa e dalle milizie filogovernative.

Almeno 30 persone che erano asserragliate nell’edificio sono potute uscire dopo l’intervento della chiesa cattolica locale e i medici sono stati autorizzati a soccorrere i feriti. “Basta con le repressioni”, ha detto monsignor Silvio José Bßez, il vescovo ausiliare di Managua, elogiando il prete di Masaya, Edwing Roman, e l’avvocato per i diritti umani, Alvaro Leiva, per i loro sforzi nel negoziare con le autorità. Lo stesso vescovo ha poi esortato il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, a porre fine alla repressione delle proteste contro il suo governo. Oltre 100 persone sono rimaste uccise in Nicaragua in sei settimane di violenze divampate durante i cortei di protesta contro i tagli alle pensioni e alla sicurezza sociale. Tra queste anche un cittadino americano, rimasto vittima degli scontri a Managua.

Un appello al dialogo, intanto, è arrivato da Papa Francesco che ha chiesto il rispetto della libertà di manifestare. “Mi unisco ai miei fratelli vescovi del Nicaragua e al loro dolore per le violenze compiute da gruppi armati”, ha detto il Pontefice all’Angelus, “la Chiesa è sempre per il dialogo ma questo richiede impegno fattivo a rispettare la libertà e soprattutto per la vita. Si assicurino le condizioni per la ripresa del dialogo”.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2018/06/03/news/nicaragua_assedio_alla_chiesa_degli_oppositori_cinque_morti-198034821/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P23-S1.6-T1




Cina. Ventinove anni dopo, troppi dubbi avvolgono ancora la strage di Tienanmen

I democratici di Hong Kong si preparano alla veglia che tra poche ore ricorderà la repressione degli studenti a Pechino del 4 giugno 1989. Previsti almeno 100mila partecipanti, in un tempo in cui molti nell’ex colonia britannica guardano con ostilità a Pechino e al tentativo di una omologazione che nega la sua identità ma anche i trattati con cui è stata annessa nel 1997 alla Republbica popolare cinese.
Come ogni anno, si tratterà del maggiore evento commemorativo di un evento che ha segnato profondamente il Paese nonostante il suo ricordo sia stato sottoposto a censura e a minacce, anche verso le famiglie delle vittime che ancora in questi giorni hanno chiesto al presidente Xi Jinping di riabilitare i congiunti caduti 29 anni fa e di procedere con i compensi finora negati.
Significativamente, le iniziative di quest’anno aggregheranno anche il ricordo di Liu Xiaobo, lo scrittore deceduto nel luglio 2017, tra i protagonisti della protesta studentesca ma anche del tentativo di mediare tra le richieste di democratizzazione e diritti dei giovani e intellettuali e le autorità. Un tentativo fallito che fece di Liu, che non si è mai piegato alla pressioni e al carcere, forse il più autorevole esponente di una dissidenza sempre repressa ma sempre pronta a sfidare le pretese di normalizzazione del Partito comunista.
Nell’occasione, da Washington il Segretario di Stato, Mike Pompeo, ha diffuso una nota dove ricorda “la violenta repressione delle dimostrazioni pacifiche a e intorno piazza Tiananmen il 4 giugno del 1989” con “tragiche perdite di vite innocenti”. “Ci uniamo agli altri nella comunità internazionale nel sollecitare il governo cinese a fare un pubblico conteggio di quanti sono stati uccisi, detenuti e dispersi; a liberare coloro che sono stati imprigionati per aver cercato di mantenere vivo il ricordo di piazza Tiananmen; e per porre fine alle continue molestie dei partecipanti alla dimostrazione e alle loro famiglie”, ha aggiunto Pompeo.

 

Autore: Stefano Vecchia

 

Fonte: https://www.avvenire.it/mondo/pagine/anniversario-tienanmen




Asolo (Tv). Centro di spiritualità e formazione s. Dorotea

La nostra Casa di Spiritualità è il luogo in cui poter sostare, contemplare le meraviglie del Signore, ringraziarlo per la Sua misericordia e riconoscere nella nostra vita l’opera della Sua salvezza.

Centro di spiritualità, di formazione S. Dorotea.

 

 

Vedi: https://www.asolocentrospiritualita.it/

 

Centro di spiritualità,…

La nostra Casa di Spiritualità è il luogo in cui poter sostare, contemplare le meraviglie del Signore, ringraziarlo per la Sua misericordia e riconoscere nella nostra vita l’opera della Sua salvezza.
È il luogo per chi desidera approfondire o recuperare la relazione con Dio e con i fratelli, per le persone in ricerca, per quanti sentono il bisogno di “fermarsi” e fare ordine nella propria vita in modo particolare attraverso la preghiera, il silenzio, l’accompagnamento spirituale, ma anche la cura e l’accoglienza della comunità che abita questa casa.

…di formazione

La vera conoscenza è frutto di un incontro, scaturisce dalle relazioni e dalla carità:
per questo mettiamo la nostra casa a servizio di quanti, nella relazione e nel dialogo, desiderano “formarsi”, approfondire la Parola del Signore, condividere la propria esperienza di vita e creare, in modi diversi, occasioni per crescere nella fede, nell’adesione a Cristo, nell’appartenenza alla Chiesa, nella partecipazione alla realtà locali dove si è inseriti.

…S. Dorotea

Il Centro di spiritualità è abitato e gestito da una comunità di Suore Dorotee del beato Luca Passi.
La comunità, che si colloca nel territorio di Asolo e nella diocesi di Treviso, collabora con alcune parrocchie vicine, con i religiosi e i sacerdoti del vicariato, con i laici (giovani e adulti) e in modo particolare con i cooperatori. Nel servizio che le è stato affidato, la comunità delle Suore Dorotee pone una particolare attenzione ai giovani, alle donne, alle famiglie: propone corsi di Esercizi Spirituali aperti a tutti, incontri di preghiera, percorsi di Lectio divina e giornate di ritiro spirituale; promuove e accoglie itinerari di preghiera e di formazione per giovani, adulti e famiglie; è disponibile ad accogliere non solo singole persone che cercano una sosta nel ritmo inarrestabile delle loro giornate, ma anche gruppi parrocchiali, ecclesiali e associazioni che svolgono attività formative.