image_pdf

Nuovi scontri tra la polizia e i manifestanti che protestano contro il presidente Ortega. La rivolta scoppiata sei settimane fa contro i tagli sociali ha già fatto oltre cento vittime. L’appello del Papa per il dialogo

Nuove violenze in Nicaragua negli scontri tra gli oppositori del presidente Daniel Ortega e le forze dell’ordine. L’ex leader sandinista, 72 anni, uomo forte della politica del paese centramericano da quarant’anni che guidò la rivolta contro la dittatura militare nel ’79, è tornato alla presidenza del Nicaragua nel 2007. Ma oggi è duramente contestato dalla popolazione e dalle forze di opposizione che ne chiedono le dimissioni. Gli ultimi scontri tra i manifestanti, armati di mortai rudimentali, e la polizia si sono concentrati a Masaya, una volta roccaforte sandinista. Il bilancio è di cinque vittime, dopo l’assedio a una chiesa della città, venti chilometri a sud della capitale Managua, dove i sostenitori dell’opposizione avevano cercato rifugio dopo essere stati attaccati dalla polizia antisommossa e dalle milizie filogovernative.

Almeno 30 persone che erano asserragliate nell’edificio sono potute uscire dopo l’intervento della chiesa cattolica locale e i medici sono stati autorizzati a soccorrere i feriti. “Basta con le repressioni”, ha detto monsignor Silvio José Bßez, il vescovo ausiliare di Managua, elogiando il prete di Masaya, Edwing Roman, e l’avvocato per i diritti umani, Alvaro Leiva, per i loro sforzi nel negoziare con le autorità. Lo stesso vescovo ha poi esortato il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, a porre fine alla repressione delle proteste contro il suo governo. Oltre 100 persone sono rimaste uccise in Nicaragua in sei settimane di violenze divampate durante i cortei di protesta contro i tagli alle pensioni e alla sicurezza sociale. Tra queste anche un cittadino americano, rimasto vittima degli scontri a Managua.

Un appello al dialogo, intanto, è arrivato da Papa Francesco che ha chiesto il rispetto della libertà di manifestare. “Mi unisco ai miei fratelli vescovi del Nicaragua e al loro dolore per le violenze compiute da gruppi armati”, ha detto il Pontefice all’Angelus, “la Chiesa è sempre per il dialogo ma questo richiede impegno fattivo a rispettare la libertà e soprattutto per la vita. Si assicurino le condizioni per la ripresa del dialogo”.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2018/06/03/news/nicaragua_assedio_alla_chiesa_degli_oppositori_cinque_morti-198034821/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P23-S1.6-T1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.