Salesiani Udine. “La voce del Bearzi” di maggio 2018

Dopo anni d’amicizia accade di dirsi: “che bella coincidenza esserci incontrati!”. La stessa cosa la affermiamo degli snodi, talvolta piacevoli talora tristi, della vita: “se durante quel viaggio in treno non mi avessero detto di quell’università, non l’avrei mai frequentata…”, “se non avessi fatto quell’incidente non ti avrei mai conosciuto”, e così  via. Se così fosse, noi  non saremmo altro che il frutto di una serie di casualità dinanzi alle quali alla libertà non rimane altro che arrendersi. Invece siamo molto di più di tutto ciò.

La coincidenza è la congiunzione accidentale di due avvenimenti che, urtandosi, generano un evento nuovo, inaspettato e senza apparente connessione causale. Quando questo avviene, si diffonde uno strano profumo e sorge imperioso , un dubbio: “Ma sarà proprio un caso quello che mi accade?”. E iniziamo a sospettare che vi sia, da qualche parte, un canovaccio che proprio la coincidenza svela e che l’uomo può, se lo accoglie, interpretare sul palco del mondo.

È forse stato il frutto di un caso l’incontro di don Bosco con il primo ragazzo dell’oratorio? È forse una pura coincidenza incrociare uno sguardo capace di scaldarti il tuo cuore? È forse una semplice fatalità l’incontro con un libro in grado di salvarti la vita? Se anche fosse, non possiamo nasconderci che le coincidenze sprigionano un profumo tale da ipotizzare che ‘ci sia qualcosa sotto’. Le coincidenze sembrano rimandare a qualcosa di inafferrabile e allo stesso tempo a qualcosa che ha il sapore delle cose ordinate, a un disegno che un Artista, sta stendendo sulla tela della storia. Se così fosse, relegare le coincidenze a circostanze fortuite sarebbe banalizzare il progetto di un solerte Artigiano che lavora nel silenzio dietro le quinte dei secoli per realizzare le sue opere. Coglierne, invece, il valore profondo significa conferire alla vita la dignità che le spetta.
Ci sono coincidenze ‘veloci’, che subito ti inzuppano il cuore con il loro profumo e coincidenze cucite pazientemente, pronte a vestirti nei giorni di freddo.
Un po’ come l’amore: esiste il colpo di fulmine, ma anche il lungo corteggiamento, fatto di piccoli segni, che quando esplode ti travolge di amore e passione.

La coincidenza alle volte è un punto esclamativo, altre volte solo una virgola che lascia intuire che non tutto è compiuto; a volte un punto e virgola che fa prendere fiato, altre volte un punto definitivo da cui sgorga una libertà inaspettata. Molte volte un punto interrogativo. Con la forza della fede, credo che le coincidenze siano dei ricami da sempre compiuti, sulla tela del tempo, dal quel Sarto che dall’eternità tesse amorosamente ogni stagione. L’anima navigata sa dare un nome ad ogni punto d’ago, agli strappi, ai tagli, alle cuciture e alla stoffa stessa.

Sminuire quel profumo significa non saper cogliere la mano, talvolta bizzarra, di Dio sull’ordito e sulla trama della
storia. La coincidenza è l’ultimo atto di un sogno rubato alla banalità del caso. È un chiodo piantato da Dio per farci avanzare verso l’alto. È un dono inatteso, inaspettato, gratuito, uno svincolo di futuro capace di stupire e meravigliare. È un mistero incomprensibile che posso cominciare ad afferrare solo nel momento in cui accetto che nulla sia un caso.

Solo in questo modo la coincidenza rivela un significato per la mia vita. Diversamente, nulla di ciò che mi accade ha un senso.
Considerare la coincidenza semplicemente una casualità significa defraudarla del suo peso specifico rendendola insipida. Darle credito permette di sentirsi dire: “Tu ne vali la pena”. Dobbiamo imparare a catturare l’anima degli avvenimenti, a saper decifrare quell’attimo apparentemente insignificante ma in realtà intriso di senso, di futuro, di promesse.

E se sostituissimo la parola coincidenza con provvidenza? Tu non sei una coincidenza.
Sei provvidenza. Oggi e per sempre.
Amen.

Il profumo delle coincidenze: Editoriale a cura di don Igino Biffi – Direttore Bearzi
Qui l’ultimo numero della VOCE DEL BEARZI. Ben 32 pagine!

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