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  • Nelle religioni di tutti i tempi e luoghi (quindi anche nel cattolicesimo di oggi) esiste una particolare espressione del peccato, ossia far del bene, pregare, fingere di perdonare “solo per farsi vedere”. In altre parole, per orgoglio e superbia.
  • Ma non è questa la religione desiderata da Dio.
  • Gesù vede, guarda l’intimo dell’uomo; ma non come un giudice umano.
  • Lo sguardo di Gesù è misericordia e attenzione intimissima alla profondità della persona
  • Dalla vita dei santi: nulla, ciò in cui Dio si è perso di vista; tutto, la stessa vita ma realizzata (dono eucaristico, croce, morte, risurrezione) in Cristo.
  • Molto spesso questa totalità di accoglienza e di “traboccare” della fede, speranza, carità sono nascoste agli occhi di molti, forse di tutti (a volte anche dell’interessato?). Questa povera vedova, nella sua semplicità, pensava di venir ricordata dopo 2000 anni?
  • Anni fa spesso si accompagnavano le liturgie con un canto, con un ritornello che medita e riferisce: “Quante volte pensiamo di dare, ma diamo il di più (ciò che ci è comodo o appariscente); invece l’amore vero è un taglio sul vivo (dove mi costa maggiormente essere cristiano autentico), è dare la vita.
  • Donare significa lasciarci liberare da Gesù, nell’amore. Donare indica soprattutto una disponibilità ad una relazione a-simmetrica: il dono di Dio molto più grande di quanto noi potremmo mai aspettarci.

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