Seconda parte sulle Letture di oggi 11 novembre 2018

  • Parte del nostro mondo d’oggi: schiavo dell’efficientismo, dell’attivismo, dell’autoreferenzialità, del narcisismo: io basto a me stesso. Io valgo (e così gli altri) in funzione di quanto produco. Dei talenti intesi come capacità strabilianti e che attirano l’ammirazione stupita da parte altrui.

  • Gran parte del mondo d’oggi: schiavo di mille impossibilità. Impossibilità a cambiare (se non fuggendo), a investire (che cosa, se siamo ancora in un’economia di sussistenza, con meno di un dollaro al giorno di ricavato), a farsi vedere: se non, per l’intera esistenza, da un minuscolo gruppetto di persone.
  • Entrambe le parti descritte sopra sono schiave, chi in un modo, chi nell’altro.
  • Papa san Giovanni Paolo II ce l’ha descritto in modo magistrale nell’enciclica Centesimus annus, schierandosi sia contro la logica consumista, ma anche evidenziando i limiti della rivoluzione comunista.
  • Ma… non tutto è così.
  • Se i farisei di tutte le razze e le religioni continuano ad ostentare quanto sono e quanto dicono di offrire, esiste anche oggi (2018!) un piccolo “resto d’Israele” che vive nella totale e sconfinata fiducia in Dio.
  • Sì, perché il vangelo non è un trattato di economia, esce dagli schemi della partita doppia amministrativa e gestionale.
  • Il cristianesimo offre ancora oggi paradigmi e, soprattutto, esempi di gratuità. Di dono compiuto senza pretenderne il contraccambio.
  • Questo non è pazzia, scarsa stima di sé, ma semplicemente uno spreco che nasce dall’amore. Ricevuto e ri-donato.
  • Arrendersi alla logica del vangelo è come trovare il coraggio di lasciarsi inondare dalla cascata della grazia.
  • Certo, a volte può essere lacerante, può capitare di sentire lo scoraggiamento dell’apparente inutilità. Ma Cristo in croce, agli occhi di chi guardava, come poteva essere “utile” in senso strettamente umano?
  • Il vangelo ci parla numerose volte di uno “spreco”: quello dell’amore; che regala molto di più. Come chi versa un profumo prezioso sui piedi di Gesù. Ancora oggi il Signore ci direbbe “lasciala fare”.
  • Alla faccia di un teologo moralista che proprio ieri ci ha predicato un ritiro combattendo l’oblatività, il dono di sé: sarebbe un’immancabile e insostenibile rinuncia a se stessi. Ma dov’è è finita l’evangelico dramma tra croce e risurrezione; la kenosi (abbassamento) di Dio che si fa uomo per noi e per la nostra salvezza?



S. Martino di Tours

11 novembre. Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell’odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.

 




Aiuto alla Chiesa che soffre. Venezia si illumina di rosso per Asia e per i cristiani perseguitati

«Presentare una realtà che non sempre viene illuminata»,

così il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha illustrato, nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi, l’evento che Aiuto alla Chiesa che Soffre organizzerà in collaborazione con il Patriarcato e con il Patrocinio del Comune di Venezia il prossimo 20 novembre.

Quest’anno infatti il tradizionale pellegrinaggio diocesano dei giovani alla Basilica della Madonna della Salute. «Vorrei che i giovani si confrontassero con la realtà della Chiesa perseguitata», ha continuato il Patriarca. Al termine del pellegrinaggio verranno illuminati di rosso diversi monumenti simbolo di Venezia, tra cui il Ponte di Rialto, e un tratto del Canal Grande dal quale si leverà del fumo che diventerà rosso per effetto delle luci. «Si tratta di un evento che coinvolgerà l’intera città e che è stato fortemente voluto dal sindaco», ha affermato in collegamento telefonico l’assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia, Simone Venturini.

Non è la prima volta che ACS illumina importanti monumenti in rosso per i cristiani perseguitati. «Stavolta – ha affermato il direttore di ACS, Alessandro Monteduro – vogliamo dedicare in particolar modo l’evento ad Asia Bibi e con lei a tutte le donne che soffrono violenza a causa della fede. Nella speranza che il movimento del #MeToo vada oltre Hollywood e includa anche queste donne coraggiose». Anche il Patriarca Moraglia ha citato l’esempio coraggioso di Asia Bibi: un modello per il «Cristianesimo in pantofole» di tanti occidentali.

Per raccontare l’evento del 20 novembre, ACS ha invitato in conferenza stampa cinque sacerdoti ed una religiosa. Don Robert Digal ha parlato della minaccia del fondamentalismo indù in India e ricordato i pogrom anticristiani dell’Orissa avvenuti nel 2008 anche nel suo villaggio. Suor Caterina Thi Kim Sa Tran della difficoltà di essere cristiani in Vietnam. Don Joseph Fidelis, sacerdote nigeriano ha ricordato le ragazze rapite, violentate e costrette a convertirsi da Boko Haram, in Nigeria. «Oggi voglio rilanciare la domanda che tanti cristiani perseguitati in Nigeria si pongono: “Mentre noi soffriamo dove sono i nostri fratelli occidentali?”». Il sacerdote ha sottolineato l’importanza di far conoscere al mondo le persecuzioni anticristiane con eventi quali quello di Venezia. Un’esigenza espressa anche da Don David John, sacerdote pachistano. «La cosa più difficile per noi è che soffriamo in silenzio. Asia Bibi è da anni in carcere e non abbiamo mai sentito la sua voce. Grazie ACS perché così fate sentire la nostra voce in tutto il mondo».

Padre Antoine Alan, francescano egiziano, ha posto l’accento sul pellegrinaggio giovanile che precederà l’evento nella città lagunare. «I giovani occidentali devono sapere cosa accade ai cristiani. A volte incontro dei ragazzi che non sanno neanche che in Egitto vi sono cristiani. E questa ignoranza fa più male del fondamentalismo». A Venezia racconterà le difficoltà dei cristiani egiziani, monsignor Botros Fahim Hanna.

 

Fontehttps://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/venezia-si-illumina-rosso-asia-cristiani-perseguitati/