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Dal Vangelo secondo Giovanni 18, 33b-37

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

 

  • Gesù si è donato totalmente agli uomini e alle donne di ogni tempo nel segno dell’Eucaristia; spiega i gesti che sta compiendo attraverso un lungo addio (da metà del capitolo 13 all’intero capitolo 17 del vangelo di Giovanni); viene arrestato con la complicità di Giuda; viene condotto dal sommo sacerdote e dal suo suocero Anna; è rinnegato da Pietro ed infine, davanti a Pilato, esprime chiaramente la propria regalità divina.
  • La situazione appena descritta appare fortemente paradossale, quasi contraddittoria rispetto al nostro modo di pensare.
  • Gesù è Re nell’intima obbedienza filiale di fiducia al Padre, nello Spirito.
  • Gesù sa, pur nella tragicità e nel buio del momento, che il seme da lui gettato porterà frutto per le genti di tutti i tempi.
  • Gesù è Re in una modalità sconcertante e uscendo fuori da tutti gli schemi umani.
  • Gesù è Re nella nostra libertà: di ascoltarlo, di rinnegarlo, di essergli indifferenti.
  • Come ascoltare Gesù vero Re dell’universo e del cuore di ogni persona?
  1. L’ascolto di Dio nella preghiera, nella coscienza, nella comunità… Solo questo permette di ascoltare veramente il prossimo che ci sta accanto.
  2. Cominciamo, con umiltà e serena tenacia, dall’ascolto in famiglia, che può diventare dialogo da entrambe le parti: espressione di ciò che vivo, motivazione dei doveri di ciascuno, il più spesso possibile intimità di ascolto profondo.

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