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(AgenziaNotizieSalesiane – Roma) – Oggi, martedì 27 novembre, ricorrono i 75 anni dalla nascita al Cielo del Salesiano Coadiutore Simone Srugi, venerabile. Nato e vissuto in Terra Santa, si pose completamente alla sequela di Gesù, attraverso una vita di preghiera e servizio e testimoniando amore verso tutti.

Simone Srugi (15 aprile 1877 – 27 novembre 1943) trascorse i primi 11 anni di vita nella sua cittadina natale di Nazareth, dove i misteri cristologici e mariani dell’incarnazione, dell’adolescenza e della “vita nascosta” di Gesù impressero una profonda traccia sul suo animo sensibile. Poi crebbe per circa cinque anni a Betlemme, nell’accogliente clima dell’orfanotrofio di don Antonio Belloni, SDB, (1888-1892), fraternizzando con i primi salesiani giunti in Terra Santa nel 1891, molti dei quali avevano pochi anni più di lui.

A Betlemme egli rimase colpito dall’umiltà e povertà del Gesù Bambino nella grotta della natività e si impregnò delle devozioni al SS. Sacramento e al Sacro Cuore molto coltivate dai religiosi della “Santa Famiglia”. I santuari di Gerusalemme, soprattutto il Santo Sepolcro, ai quali si recava in pellegrinaggio, divennero una costante fonte di ispirazione per conformarsi a Gesù crocifisso e risorto.

Fu nel corso dei 51 anni vissuti a Beitgemal, luogo della sepoltura del protomartire Santo Stefano, che tutte queste dimensioni si integrarono e raggiunsero la maturità, fondendosi con altre caratteristiche che gli erano proprie: il lavoro santificato dalla preghiera continua “in spirito e verità”, l’amorevolezza educativa, l’umiltà dolce e mite, la pratica del perdono e della riconciliazione, la semplicità della “piccola via” nella  quotidianità della vita comunitaria, la compassione per gli ammalati e i poveri, a servizio dei quali spese tutte le sue energie, specialmente come infermiere.

Perciò era ben voluto da tutti: Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani e collaboratori laici, poveri e ammalati, cristiani e musulmani; e perfino i banditi che infestavano la zona, se proprio non gli volevano bene, almeno lo ammiravano e lo rispettavano. Sarà lui che gli exallievi, a distanza di anni, ricorderanno come il salesiano più santo e l’educatore più influente. Segno del profondo rapporto di fraternità e paternità spirituale che egli aveva saputo intrecciare con loro.

Nel frastuono delle vicende drammatiche e tragiche che si susseguirono tra le due guerre mondiali, Simone rimase in ascolto della voce dello Spirito Santo, seppe capire qual era la missione educativa, assistenziale e religiosa che il Signore gli affidava a favore dei ragazzi interni e della gente esterna, cristiani e musulmani, e la svolse con sacrificio, costanza e semplicità.

La sua vita interiore aveva un solido fondamento teologico e sacramentario, poggiante sulla dottrina di san Francesco di Sales e di sant’Alfonso de’ Liguori, oltre che sugli insegnamenti di Don Bosco. Esso sostanziava la sua pratica personale delle devozioni allora comuni (Sacro Cuore, SS.mo Sacramento, Maria Ausiliatrice, Sante Piaghe, Gesù Adolescente). Lungo il suo cammino di santificazione fu sostenuto dall’incoraggiamento di Don Michele Rua e accompagnato da autentici maestri d’anime – anzitutto don Belloni, poi don Eugenio Bianchi, don Mario Gerbo, don Mario Rosin… Così giunse, passo dopo passo, fino all’eroismo delle virtù.

Il riconoscimento ufficiale venne con il decreto di venerabilità firmato da san Giovanni Paolo II il 2 Aprile 1993, venticinque anni fa.

Ora la Famiglia Salesiana prega e attende che Dio voglia compiere un miracolo per sua intercessione, in modo da festeggiare Simone insieme ai suoi confratelli salesiani Beati: i salesiani coadiutori Artemide Zatti e Stefano Sandor.

 

Fontehttp://www.infoans.org/sezioni/notizie/item/6811-rmg-75-anniversario-della-morte-del-venerabile-simone-srugi-salesiano-coadiutore

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