Dal Corriere della Sera. Salviamo il Natale dai cattivisti

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Oggi soltanto un pazzo si azzarderebbe ad augurare buon Natale. Non è aria. Oggi bisogna essere arrabbiati, rancorosi, cattivi. Invidiare la felicità degli altri è diventato più desiderabile, o comunque più facile, che perseguire la propria. Anni e anni di dittatura del politicamente corretto hanno generato per rigetto un’ostilità verso tutto ciò che sa di buoni sentimenti. La gentilezza è dei deboli, la bontà degli ipocriti. Ed ecco che sull’inverno del nostro scontento incombe questa festa della famiglia, a lungo bersagliata dai lampi della retorica e adesso invece sbeffeggiata persino sui giornali. Nessuno si vergogna più a dire che i regali sono una tortura, i pranzi con i parenti un tormento, l’esibizione di pulsioni amorevoli una costrizione imposta dal calendario. 

Tutto vero. Se però uno legge i risultati della ricerca di Harvard sulla felicità — un esperimento scientifico senza precedenti, centinaia di persone di ogni condizione sociale seguite passo dopo passo e Natale dopo Natale per tutto l’arco della loro vita — scopre qualcosa di apparentemente scontato, ma estremamente impopolare. Che a dare la felicità non sono i soldi e il successo, ma è solo la qualità delle relazioni umane. Tra gli osservati speciali di Harvard, chi ha saputo curare i rapporti affettivi ha vissuto meglio e persino più a lungo rispetto a chi li ha sacrificati sull’altare dell’ego. Potrebbe valere la pena di ricordarsene, appena qualcuno ci guarderà storto durante il pranzo di Natale.

22 dicembre 2018 (modifica il 22 dicembre 2018 | 07:07)© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore: Massimo Gramellini

Fonte:https://www.corriere.it/caffe-gramellini/18_dicembre_22/salviamo-natale-cattivisti-873d0874-0574-11e9-af08-7a4d04b4d2e4.shtml

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