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“Bon principi!”

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Anche tu, Maria

Quante ore, quanto sudare,

quanto meditare,

la musica le confidenze,

in cucina o a fare il bucato.

La casa e la bottega

le immagino ordinate,

essenziali negli oggetti,

colme di luci.

Come intendevi tu

pulire,

Tu l’Immacolata

nel profondo più profondo?

O Maria, regina

della cucina, del pulito, del bucato,

grazie per tutte le persone

in generosità

dietro alle quinte.

Ausiliatrice, dona il tuo balsamo di sollievo

a tutte le donne maltrattate

e a cui provano a togliere

ogni dignità:

rendici coraggiosi

nel difenderle e valorizzarle.

Donaci, Maria Santissima,

di non scordare mai anche la cura

delicata e discreta dell’anima nostra e dei giovani che ci affidi.


[1] Ave Maria di Lourdes

One Comment

  1. Annalisa 3 Gennaio 2019

    “Beati i miti, perchè possederanno la terra” E tu, Maria, con la tua presenza silenziosa e discreta durante tutta la vita di tuo figlio e poi, nel tempo, mi sei maestra. Mitezza, decisamente è un messaggio contrario a quello che il “mondo” ci rimanda continuamente, e non solo oggi. Per scelta, contestata peraltro da chi mi è vicino, da molto davvero molto tempo non guardo il telegiornale. Le notizie mi arrivano lo stesso, ma mi ero davvero stancata di immagini violente, di fatti cruenti e crudeli, che mostrano solo l’aspetto più brutale dell’uomo, che non voglio dimenticare è Creatura di Dio. Non è necessario, nel mio cuore, sapere i singoli terribili e terrificanti fatti per pregare per le vittime e per i carnefici; per pregare perchè vengano vinti i sentimenti di odio, vendetta, egoismo sfrenato, perfidia, violenza; perchè i cuori di tanti vengano illuminati, mitigati.
    E allora, cosa vuol dire essere miti? essere come te, Maria? Il primo richiamo è alla dolcezza che è il contrario di arroganza, di prevaricazione, del primato sull’altro anche ad ogni costo (dalla coda in posta, alla precedenza sulla strada, alla scalata carrieristica a…quanto altro ancora?) Mitezza è anche delicatezza: nei gesti, nelle parole, nello sguardo, negli atteggiamenti; è il contrario di offendere. Mitezza, o mansuetudine: atteggiamento desueto, che fa desistere da prese di posizione arroganti, di dominio. Mitezza, coloro che sono pacifici, che non fanno violenza: non serve commettere crimini efferati, la violenza sa essere sottile e profonda sia nel fisico che nella psiche di chi la subisce. Mitezza, anche gentilezza: lasciar passare l’altro, il piccolo gesto di aiuto, il sorriso, il buongiorno, l’affabilità nei rapporti. Quante stupende qualità! Se con loro rivestissimo una persona, ne verrebbe fuori un essere radioso, luminoso!
    In “Gaudete et exsultate”, al punto 74, è detto che “la mitezza è un’altra espressione della povertà interiore, di chi ripone la propria fiducia solamente in Dio”
    Poche parole, ma dense. Esattamente il contrario della nostra quotidianità, a come è l’ambiente che ci circonda, a come siamo noi, a come sono io. Rifletto. Mi accorgo che non sono povera interiormente e nonostante i miei sforzi sono ricca di me, malamente accetto i torti, il mio io è ancora preponderante. A fatica faccio un passo indietro, non so essere sempre accogliente, disponibile. E mi accorgo che ripongo la mia fiducia in Dio solamente perchè le cose non mi vanno poi così male. Ma se mi venisse diagnosticata una incurabile malattia? o se succedesse qualcosa di irreversibile ad uno dei miei figli? o se perdessi la casa con tutto il suo contenuto? saprei riporre tutta me stessa solo in Dio, confidando solo nel suo Amore, nella sua Provvidenza?
    Gesù mi chiede non solo di seguirlo ma di fare miei i suoi atteggiamenti, di vestirmi di bontà, manusetudine, tenerezza, dolcezza, pazienza, gentilezza, rispetto dell’altro, mitezza. Se ci riuscissi sarei davvero un’altra persona, sarei “rinata nello spirito”. La mia preghiera profonda oggi è rivolta allo Spirito Santo perchè mi colmi di questa Grazia.
    Nel silenzio della mia casa circondata dai giardini cosparsi di brina, solo il momentaneo svolazzare vivace di due passeri che si inseguono e il computer che, sullo sfondo di una adorante Maternità circondata da Angeli musicanti, mi fa ascoltare dolcissimi canti di Natale eseguiti da violini, flauti, pianoforti e arpe.
    Guardo quella dolcissima Mamma: come vorrei somigliarle!
    A.L.

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