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Spunti di commento alle Letture del 13 gennaio 2019: Battesimo del Signore

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“Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio” (Isaia 40,1)

Tutti indubbiamente abbiamo bisogno di essere consolati. Ma forse a volte cerchiamo di alleviare la sofferenza attraverso dei mezzi solo umani, che non possono appagare fino in fondo la nostra sete di felicità e soprattutto permetterci di rispondere al progetto d’amore di Dio per noi.

Quindi, veramente, cerchiamo consolazione nel Signore?

Queste parole, e tante altre simili, le abbiamo già sentite in Avvento. Con le feste del Natale, queste parole hanno dimostrato la loro verità o sono passate come se nulla fosse?

Vangelo: Luca 3,16-16.21-22

“In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». 
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».”

“Il popolo era in attesa”

Da una parte, interroghiamoci sulle nostre attese più autentiche e profonde… Noi, attendiamo il Messia oppure ben altro?

Dall’altra, siamo invitati dalla sapienza della Chiesa nella liturgia a legare l’attesa di un futuro migliore, alla certezza (di un passato che non svanisce, vedi la seconda Lettura) della salvezza donata in Cristo, una volta per tutte e per tutti.

“Spirito Santo e fuoco”

Ora il Battesimo non è solo promessa, ma realizzazione in Dio.

“Il cielo si aprì”

La Trinità intera si lascia coinvolgere, è la prima a prendere l’iniziativa nella storia umana.

“Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”

Questa bellissima espressione si rivolge e si applica a Gesù, alla Chiesa intera, a ciascuno di noi.

Qui troviamo l’unica e vera consolazione.

Quindi:

  1. Il “vestito” come difesa dall’altro, perché non mi fido del suo amore: vedi Adamo ed Eva originariamente nel paradiso terrestre, appena creati.
  2. Onora il padre e la madre.
  3. Amare l’altro per quello che è, non per quanto mi consola.
  4. Diventare noi stessi fonte di consolazione.