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Così ha intitolato il suo sito un mio amico matematico e informatico (https://pecorellesmarrite.altervista.org/?doing_wp_cron=1552061779.1141300201416015625000 ). Come sottotitolo una citazione dal vangelo: “Il Figlio dell’uomo troverà ancora fede sulla terra?”

Egli sente e sa benissimo di essere affidato alle cure di un Buon Pastore in cielo, ma gli pare che le lacerazioni che attualmente trafiggono la Chiesa siano veramente pesanti. Ho intuito in lui l’impressione che, se pur a fatica può contare del tutto sul Pastore celeste, i pastori della Chiesa cattolica qui in terra non siano più un riferimento per gli uomini e le donne del nostro tempo.

Sia lui che io ci teniamo a dire: “la Chiesa cattolica”, non solo per evitare le beghe e i troppo facili travisamenti di un certo ecumenismo (= dialogo tra cristiani, non con le altre religioni – quello è dialogo interreligioso, non ecumenico) ma soprattutto nella lode a Dio per far parte di una Chiesa che – nella misura in cui rimane se stessa – può veramente ambire ad essere “cattolica” (=universale).

E’ vero che i bravi sacerdoti ci sono e sono tanti, ma non rischiano troppo facilmente di diventare dei semplicissimi burocrati?

Un esempio concretissimo, ma che mi pare molto significativo. Appena arrivato nella casa salesiana e nella diocesi in cui attualmente vivo, ho cercato fuori dalla mia comunità (per avere un minimo di “distacco” tra me e il mio confessore) un sacerdote che fosse disposto a divenire il mio confessore regolare. Bene, ho dovuto pellegrinare almeno per 6 tappe: altrettanti sacerdoti che mi hanno accolto da fratelli e da padri, ma nel momento cruciale della domanda, hanno declinato cortesemente, dicendo “non sono preparato”, “non ho tempo”…

Ma se un sacerdote non SI CONFESSA e NON CONFESSA, come può ritenersi pastore del suo gregge?

Per ora basta così, anche se gli esempi di sacerdoti che – a pelle, forse sbagliando – mi sono parsi “tiepidi” (= per l’Apocalisse, vomitevoli) sarebbero – purtroppo – numerosi.

Ci terrei tantissimo al tuo parere su tutte queste cose. Che ti pare?

2 Comments

  1. Carissimo don Paolo,
    hai interpretato benissimo il mio stato d’animo. Non aggiungerei nulla se non che, in questa situazione, soffro molto ed ho difficoltà a confrontarmi con confratelli laici che negano, o fanno finta di non vedere, questa situazione.
    Quanto desidero un confronto aperto e sincero! Perché, da peccatore con tutti i mie limiti, sento di dover percorrere ancora molta strada per avvicinarmi a Gesù Cristo in modo da testimoniarlo degnamente nel mio quotidiano nonostante le mie miserie.

    Grazie di aver condiviso la tua esperienza. Non mi consola la tua sofferenza ma il nostro vero Consolatore saprà renderla benefica per la Sua Chiesa.
    E grazie di essere “un pastore che ancora ci crede!”
    Pecorella Smarrita (una delle tante purtroppo)

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