Spunti di meditazione sul vangelo di domenica 10 marzo 2019

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  • Il protagonista del brano di Luca di oggi non è (come potrebbe sembrare a tanti, leggendo superficialmente) il demonio, ma Gesù.
  • Gesù è ricolmo dello Spirito Santo e ha ricevuto solennemente la voce del Padre, con l’attestazione dello Spirito: “Questi è il mio Figlio, l’amato, ascoltatelo”.
  • Gesù viene tentato e supera la tentazione. Gesù viene tentato e ci insegna come superare le tentazioni: riferendosi alla completezza della volontà d’Amore di Dio Padre.
  • C’è in noi un rischio molto forte di scoraggiamento o, al contrario, di menefreghismo di fronte alla tentazione. E’ come se il nostro cuore fosse una stanza bellissima, dotata di una porta con la maniglia solo dal di dentro. Tentazione significa che qualcuno bussa, si fa sentire alla porta. Sarebbe semplicemente stolto aprire a tutti quelli che bussano alla porta del proprio cuore. Almeno chiediamo: “Chi sei?” Grazie alla preghiera quotidiana, ad una coscienza retta e che cresce di giorno in giorno, grazie all’aiuto costante del padre spirituale, diverremo capaci di distinguere i “porta a porta” diabolici dalla voce di Dio che desidera abitare in noi (“Ecco, io sto alla porta e busso… – Apocalisse).
  • Ma è diverso sentire una tentazione ed acconsentirvi nel peccato: questo deve essere detto chiarissimamente. Tentazione è “quando vedo quel ragazzo, vengono in me sentimenti di antipatia”. Peccato è: “Quando vedo quel ragazzo, lo riempio di insulti”.
  • E’ scomodo oggi parlare del diavoletto: qualche categoria di persone ci direbbe che toglie l’autostima o fa nascere dei deleteri sensi di colpa.
  • Ma il diavoletto esiste, eccome. Io lo chiamo con il diminutivo per prenderlo in giro (per me è il primo mezzo per sconfiggerlo). Non ignorandolo, ma irridendolo. Anche lui conosce la Bibbia a memoria, magari meglio di tanti cristiani e di tanti preti. Ma non ha accolto lo Spirito Santo di Dio. Va contro la volontà di Dio e vuole trascinarci nell’infelicità con lui.
  • Per chi fosse interessato ad una lettura tanto intelligente quanto ironica, veda le Lettere di Berlicche di Lewis.
  • Conclusione: non basta avere spesso la Bibbia in mano, andare in Chiesa, accogliere gli immigrati, dare un euro per mettersi a posto la coscienza per essere buoni cristiani (che poi, cosa significa? Tornare ad una cultura borghese?). E’ necessario invece mettersi in discussione ogni giorno, vivere nella vigilanza e nell’umiltà, lasciarsi aiutare, non costruirsi una religione cattolica “fai da te”, aderire invece con tutta la mente, l’anima, il cuore, la volontà… al delicatissimo, profondissimo ed efficacissimo progetto d’amore di Dio per noi.
  • Buona continuazione di Quaresima!

Un pensiero su “Spunti di meditazione sul vangelo di domenica 10 marzo 2019

  1. In questi giorni sto cercando (ancora una una volta!) di pensare a chi o cosa sia Dio per me. Sto cercando di fare, cioè, l’assurdo lavoro che l’uomo sta facendo fin dalle sue origini, di portare Dio alla sua comprensione, alla sua portata, di renderlo più “umano” (dove umano sta per limitato nel senso con dei confini, con qualcosa che lo possa contenere), di comprenderlo con la forza della ragione (o meglio, i suoi limiti) decisamente non imprescrutabile usando questa porolona che insegnavano al catechismo dei miei tempi. A questo proposito ho ben chiaro e presente l’episodio di Sant’Agostino che incontra l’Angelo che sta travasando il mare in una buca utilizzando una conchiglia, ma lo stesso nella mia piccola e ignorante testolina cerco di pensare a Dio. E la parola che uso per rendermelo “visibile” è AMORE. Già, Dio è Amore allo stato puro, incommensurabile, incontenibile, travolgente, inconsumabile e tutte le altre parole “eterne” che si possano usare per definire Dio Amore.
    Un sacerdote mio amico e guida al quale ho scritto qualche mia sciocca riflessione su questo, mi ha risposto:
    “Sì, Dio è amore. Questa espressione è assolutamente vera, testimoniata dall’intera Sacra Scrittura e dall’ininterrotta Tradizione dei Padri della Chiesa. Ma, per quel poco che possiamo balbettare in base alla vita, passione, morte, risurrezione di Gesù Cristo, questo Amore è libero e mette in conto la libertà della persona umana: “chi ti ha creato senza di te, non ti giustifica senza di te: ha creato chi non sapeva, non giustifica chi non vuole”. Ai nostri occhi, è davvero troppa fiducia! Troppa libertà! Troppa grazia! Ma Dio stesso ha deciso di caricare sulle proprie spalle questo stesso rischio della libertà umana. Così si comprende in modo un po’ differente dal solito sia l’incarnazione di una Persona della Trinità, sia il mistero Pasquale (“Uno della Trinità ha patito”)”
    Ecco. E allora anche il Vangelo di oggi mi diventa più comprensibile, decisamente più adente alla mia realtà. Dove Gesù dopo un lungo stare nel deserto (più di qualche volta ho vissuto l’esperienza del deserto sia perchè senza nessuno in quel momento al mio fianco sia interiormente dove ero come terra arida e riarsa, una pietraia infuocata), nel momento della maggiore debolezza, viene tentato non tanto con soluzioni materiali quanto nella relazione di fiducia con Dio, nella stare nella Sua volontà, nel rifiutare il progetto di Dio su di lui interrompendo così il rapporto con il Padre. Satana sa come e quando colpire. Non con azioni rumorose, eclatanti, ma con un sussurro, un pensiero, una insinuazione, una proposta che al momento sembra più che legittima e giusta e comprensiva e risolutiva di una situazione penosa.
    Mi chiedo anche cosa sia “fede” e la prima parola che mi viene in mente è “fiducia”, come quella che nutre un lattante nei confronti della mamma che lo tiene in braccio. e se non ho sbagliato a capire questa è stata la prima grande tentazione, quella della caduta, l’insinuare il dubbio circa la bontà del comando di Dio, il non fidarsi di lui, il non accettare la “storia” dell’uomo così come pensata e il volerla costruire con le proprie mani. l’orgoglio di voler essere come il Creatore pur sapendo che questo non sarebbe mai stato possibile.
    E’ innegabile che io sia stata tentata più e più volte, e non solo nel momento in cui il mio legame con Dio era più debole, La tentazione è come una slavina, inizia con un nulla nel suo punto di maggiore fragilità e poi dirompe con devastazione. e allontana da Dio. E satana ha raggiunto il suo scopo. Cosa fare allora? In particolare per non spaventarmi e pensarmi perduta? Gesù è mio Maestro e mi mostra la via della preghiera, dell’abbandono, del silenzio, della contemplazione del Creato, della sofferenza, del restare nella volontà del Padre, del ringraziamento, della lode, del dialogo (almeno cercalo!) anche nelle piccole cose di ogni giorno chiedendomi “Gesù al posto mio cosa farebbe o penserebbe?”, del chiedere costantemente a Dio Padre di mostrami la strada, di non permettere che io sbagli direzione e mi allontani da Lui. E accostarmi davvero con il cuore, e non per abitudine, ai sacramenti della Confessione e della Eucaristia.
    Credo di avere abbastanza “carne al fuoco” per questa Quaresima.
    A.L.

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