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Pecorelle smarriteLaura Palazzani non è una qualsiasi: è corrispondente della Pontificia Accademia Pro Vita e bioeticista di diverse istituzioni cattoliche. 
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La professoressa intervistata da Vatican News ritiene che il farmaco TRP-triptorelina (il cosiddetto farmaco blocca-pubertà) va somministrato “solo in casi molto circoscritti, con prudenza, con una valutazione caso per caso” Com’è possibile affermare una cosa del genere?

Pastore: Tutto questo fa parte della cosiddetta “morale della situazione”, già all’auge ai tempi di san Giovanni Paolo II, il quale – anche per rispondere adeguatamente a queste posizioni – aveva scritto la lettera enciclica Veritatis Splendor.

n. 56: Per giustificare simili posizioni, alcuni hanno proposto una sorta di duplice statuto della verità morale. Oltre al livello dottrinale e astratto, occorrerebbe riconoscere l’originalità di una certa considerazione esistenziale più concreta. Questa, tenendo conto delle circostanze e della situazione, potrebbe legittimamente fondare delle eccezioni alla regola generale e permettere così di compiere praticamente, con buona coscienza, ciò che è qualificato come intrinsecamente cattivo dalla legge morale. In tal modo si instaura in alcuni casi una separazione, o anche un’opposizione, tra la dottrina del precetto valido in generale e la norma della singola coscienza, che deciderebbe di fatto, in ultima istanza, del bene e del male. Su questa base si pretende di fondare la legittimità di soluzioni cosiddette «pastorali» contrarie agli insegnamenti del Magistero e di giustificare un’ermeneutica «creatrice», secondo la quale la coscienza morale non sarebbe affatto obbligata, in tutti i casi, da un precetto negativo particolare.

Non vi è chi non colga che con queste impostazioni si trova messa in questione l’identità stessa della coscienza morale di fronte alla libertà dell’uomo e alla legge di Dio. Solo la chiarificazione precedentemente fatta sul rapporto tra libertà e legge fondato sulla verità rende possibile il discernimento circa questa interpretazione «creativa» della coscienza.

n. 59: Il giudizio della coscienza è un giudizio pratico, ossia un giudizio che intima che cosa l’uomo deve fare o non fare, oppure che valuta un atto da lui ormai compiuto. È un giudizio che applica a una situazione concreta la convinzione razionale che si deve amare e fare il bene ed evitare il male. Questo primo principio della ragione pratica appartiene alla legge naturale, anzi ne costituisce il fondamento stesso, in quanto esprime quella luce originaria sul bene e sul male, riflesso della sapienza creatrice di Dio, che, come una scintilla indistruttibile (scintilla animae), brilla nel cuore di ogni uomo. Mentre però la legge naturale mette in luce le esigenze oggettive e universali del bene morale, la coscienza è l’applicazione della legge al caso particolare, la quale diventa così per l’uomo un interiore dettame, una chiamata a compiere nella concretezza della situazione il bene. La coscienza formula così l’obbligo morale alla luce dalla legge naturale: è l’obbligo di fare ciò che l’uomo, mediante l’atto della sua coscienza, conosce come un bene che gli è assegnato qui e ora. Il carattere universale della legge e dell’obbligazione non è cancellato, ma piuttosto riconosciuto, quando la ragione ne determina le applicazioni nell’attualità concreta. Il giudizio della coscienza afferma «ultimamente» la conformità di un certo comportamento concreto rispetto alla legge; esso formula la norma prossima della moralità di un atto volontario, realizzando «l’applicazione della legge oggettiva a un caso particolare».

Pecorelle smarrite: l’antropologia cattolica dice che l’uomo è sinolo (unione inscindibile) di anima e corpo; è possibile anche cambiare il sesso dell’anima?

Pastore: Accordato il fatto che la questione non è banale o risolvibile in poche parole, credo che sia chiaro ad ogni cristiano cattolico che cultura, storia, situazioni concrete… NON permettono di cambiare il sesso né del corpo (con le circostanze negative di cui i medici sono perfettamente a conoscenza), TANTOMENO è POSSIBILE CAMBIARE L’ANIMA tramite un’operazione chirurgiche o delle sedute di psicoterapia. L’anima e il corpo umano hanno una dignità che va molto oltre questi mezzi umani.

Pecorelle smarrite:non dovremmo chiederci il motivo di tali sofferenze, sul perché «vivono forti disagi circa la loro corporeità maschile o femminile e intendono cambiare sesso»? Nemmeno un dubbio sull’ambiente sociale nel quale crescono i nostri figli, sul modo in cui li educhiamo? La risposta a queste sofferenze è semplicemente di tipo chimico?

Pastore: L’uomo e la donna non si possono ridurre ad un prodotto chimico. L’unica risposta sta nell’educazione positiva e fatta di esempio concreto.
I genitori (specialmente donne) che fanno dormire il compagno altrove (in un’altra stanza; se non mandandolo fuori casa) e invece scelgono di mantenere un rapporto patologicamente simbiotico con il figlio (spesso maschio, anche adolescente) facendolo sempre dormire a letto con loro… non fanno molti più danni?

Pecorelle smarrite:Non più la ragione, la facoltà più elevata donata da Dio agli uomini; ma «la direzione da loro desiderata», il desiderio, le passioni? Si tratta di un ribaltamento completo rispetto all’antropologia della Chiesa, che ha sempre insegnato il dominio delle passioni e la guida della ragione, in grado di cogliere la realtà metafisica. Non è più così?

Pastore: Se leggiamo i classici della tradizione cattolica, specialmente quelli antichi, troviamo una visione equilibrata del rapporto tra ragione e passioni. Senza”castrazione” di nessuno dei due elementi. La ragione è il dono di Dio tipico della persona umana; che non contrasta, ma collabora intimamente con la passione-guidata-dalla-ragione. Oggi è ancora così. Solo che alcuni, per aderire alle mode del tempo, inventano di sana pianta situazioni e relative risposte non coerenti con il Credo cristiano cattolico. Si ha paura di perdere il consenso di alcuni e così, per buonismo o tentativo di melensa accondiscendenza, si arriva ad affermazioni non compatibili com la propria fede. Se desidero il punto di vista luterano o anche islamico, so bene a chi rivolgermi.

Spesso, ormai, le parole e le azioni di sacerdoti della Chiesa cattolica contraddicono la loro appartenenza.

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