La casa sulla roccia

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 – Parola di Dio: nel cuore e nell’anima, alla mano, come un pendaglio tra gli occhi. Ebrei osservanti lo hanno preso alla lettera con i filatteri. Come gesto prima del vangelo: la parola di Dio chiede in sé di giungere ad ogni piega della nostra vita.
– Parola di Dio ci chiede sia di conoscere, che di amare; non solo intellettualismo, neppure sentimentalismo o devozionalismo.
– Ancora una volta il vangelo ci spiazza: non basta dire Signore, Signore; non sono sufficienti neppure i gesti clamorosi o appariscenti, profetizzare, cacciare demoni, compiere miracoli. Tutte queste belle cose, che sembrerebbero attestazioni inequivocabili della presenza di Dio, sono giudicate iniquità. Non basta nella nostra vita compiere belle azioni, Gesù ci chiede qualcosa di diverso, di compiere la volontà del Padre.
– San Tommaso d’Aquino si è dilungato sulla difficoltà oggettiva di capire se questo gesto concreto della mia vita, il mio divertimento, la mia preghiera, le scelte di lavoro… sono veramente volontà di Dio. Certamente ci sono dei segnali che ci possono inizialmente aiutare:
– il primo è il vangelo, i comandamenti. Sicuramente ci danno le prime indicazioni; ma la nostra vita è molto più ampia, più complessa, piena di contraddizioni e di equilibri che la legge di Dio non affronta direttamente.
– il secondo criterio è la felicità che proviamo dentro quando facciamo la scelta giusta. È quella risonanza interiore che ci dice, sei veramente al tuo posto, stai compiendo l’azione giusta. Ma anche qui c’è il problema che questa parola così importante e decisiva assume sfaccettature molto diverse: si è felici dopo un sano divertimento e si è felici quando si compie una scelta difficile, faticosa, magari contrastata anche dalle persone vicine, ma che noi sappiamo che è veramente la scelta giusta. E poi bisogna tornare sempre al criterio evangelico: come poteva Gesù essere felice in croce, mentre soffriva fisicamente e spiritualmente per la lontananza da quelli che amava?
– sempre san Tommaso affermava che per cogliere e vivere la volontà di Dio sono indispensabili le virtù, dei potenziamenti delle nostre capacità naturali che da sole ci permetterebbero solo di dire “Signore Signore”, ma non di vivere cristianamente: prudenza, fortezza, temperanza, giustizia.
– parlando della casa sulla roccia che è il vangelo, viene in mente san Francesco, che come carisma, come vocazione specifica nella chiesa, ha ricevuto quello di vivere il vangelo alla lettera, senza accomodamenti. Quando si è trovato davanti al papa e ai cardinali per spiegare le sue scelte, gli hanno contestato che la sua forma di vita veramente povera e radicale l’avrebbe potuta vivere lui, magari pochi altri contagiati direttamente, ma non sarebbe potuta divenire una regola proponibile al popolo cristiano. La sua risposta è fondamentale: “io mi sono limitato a vivere secondo il vangelo, se dite che le mie scelte sono irrealizzabili, vuol dire che anche il vangelo è solo un bel discorso impossibile da praticare”.
– Questo in realtà è un sentimento che nasce in ogni cristiano che sia onesto con se stesso e cerchi di vivere nella radicalità evangelica, di prendere sul serio le parole e la vita di Gesù: la legge semplicemente mette in evidenza la nostra condizione di peccatori; è solo la grazia che viene da Cristo che ci rende capaci di fede illuminata nei pensieri, nel cuore e nella vita; di carità concreta e operosa; di speranza anche nei momenti bui della vita.
– Gesù non ci chiede semplicemente di essere buoni, ma di lasciarci plasmare da Dio fino alla santità; Dio non ci chiede semplicemente di correre con tutte le nostre forze per realizzare il vangelo, ma nel momento che ci affidiamo a lui, che costruiamo la casa della nostra vita sulla roccia, ci dona di volare oltre le barriere del suono; alla base di ogni vocazione e di ogni missione non c’è semplicemente la vita morale, l’essere buoni; ma la vita mistica, godere di un’amicizia intima e profonda con Cristo temprata alla prova delle difficoltà. Un teologo del secolo scorso diceva: il cristiano del XXI sec, o sarà un mistico, o semplicemente non sarà.

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