Piccolo alfabeto cristiano. T come Tenerezza

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Il prendersi cura, il custodire chiede bontà, chiede di essere vissuto con tenerezza.

Nei Vangeli, san Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!

Papa Francesco, Omelia del 19 marzo 2013

 

Chi vive la missione di Caritas non è un semplice operatore, ma appunto un testimone di Cristo. Una persona che cerca Cristo e si lascia cercare da Cristo; una persona che ama con lo spirito di Cristo, lo spirito della gratuità, lo spirito del dono. Tutte le nostre strategie e pianificazioni restano vuote se non portiamo in noi questo amore. Non il nostro amore, ma il suo. O meglio ancora, il nostro purificato e rafforzato dal suo.

Papa Francesco, Discorso alla Caritas del 13 maggio 2013

 

Non dimenticare che la Chiesa è femminile: non è il Chiesa, è la Chiesa. E per questo la Chiesa è sposa di Gesù. Tante volte dimentichiamo questo; e dimentichiamo questo amore materno della suora, perché materno è l’amore della Chiesa; questo amore materno della suora, perché materno è l’amore della Madonna. La fedeltà, l’espressione dell’amore della donna consacrata, deve – ma non come un dovere, ma per connaturalità – rispecchiare la fedeltà, l’amore, la tenerezza della Madre Chiesa e della Madre Maria. Una donna che non entra, per consacrarsi, su questa strada, alla fine sbaglia. La maternità della donna consacrata! Pensare tanto a questo. Come è materna Maria e come è materna la Chiesa…

La vita consacrata per l’80% ha un volto femminile: è vero, sono più donne consacrate che uomini. Come è possibile valorizzare la presenza della donna, e in particolare della donna consacrata, nella Chiesa? Mi ripeto un po’ in quello che sto per dire: dare alla donna consacrata anche questa funzione che molti credono sia soltanto dei preti; e anche dare concretezza al fatto che la donna consacrata sia il volto della Madre Chiesa e della Madre Maria, e cioè andare avanti sulla maternità, e maternità non è soltanto fare figli! La maternità è accompagnare a crescere; la maternità è passare le ore accanto ad un malato, al figlio malato, al fratello malato; è spendere la vita nell’amore, con quell’amore di tenerezza e di maternità. Su questa strada troveremo di più il ruolo della donna nella Chiesa…

Credo che con questo ho risposto come ho potuto alle domande e alla tua. E a proposito di genio femminile, io ho parlato di sorriso, ho parlato di pazienza nella vita della comunità, e vorrei dire una parola a questa suora che ho salutato di 97 anni: ha 97 anni… E’ lì, la vedo bene. Alzi la mano, perché tutti la vedano… Io ho scambiato con lei due o tre parole, mi guardava con gli occhi limpidi, mi guardava con quel sorriso di sorella, di mamma e di nonna. In lei voglio rendere omaggio alla perseveranza nella vita consacrata. Alcuni credono che la vita consacrata sia il paradiso in terra. No! Forse il Purgatorio… Ma non il Paradiso. Non è facile andare avanti. E quando io vedo una persona che ha speso la sua vita, rendo grazie al Signore. Attraverso Lei, suora, ringrazio tutte, e tutti i consacrati, grazie tante!

Papa Francesco, Incontro con consacrati/consacrate del 16 maggio 2015

 

 

 

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