La Nuova Bussola Quotidiana. Cristiani discriminati: un’anziana insegna a reagire

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Mentre lo State Capitol dell’Illinois pone a fianco della natività la statua del diavolo, le scuole bandiscono il Natale e Facebook censura la foto di Santa Claus che contempla Gesù perché “violenta”, una 85enne difede l’immagine della Madonna posta sul muro di casa: «Prima di rimuoverla devono uccidere me, questa è l’America e finché ho due braccia e due gambe non lo farò». Qual è la differenza fra i cristiani relativisti e questa donna?

Non è uno scherzo che lo State Capitol dell’Illinois abbia accettato la richiesta della setta Satanic Temple di porre al centro della sua hall principale la statua di satana che induce Eva a cogliere la mela, accostandola così a quella della natività. Perché questo è quello che accade nell’America del relativismo, dove il primo emendamento della Costituzione, forse il più importante per la storia di questo popolo, che sancisce la libertà religiosa e di espressione, viene interpretato al di là del bene e del male ormai messi sullo stesso piano. Anche se in realtà questa confusione non fa che favorire il secondo.

Basti pensare che, mentre sui social girano immagini di ogni tipo, violente da ogni punto di vista, mercoledì scorso Facebook ha oscurato l’immagine del vecchio Babbo Natale in contemplazione di Gesù nella mangiatoia. “Perché?”, vi chiederete. Il social avvisava i lettori che prima di poter visionare l’immagine dovevano sapere che «questa foto è stata oscurata automaticamente in modo che possiate decidere voi se guardarla», perché «potrebbe mostrare contenuti violenti o espliciti». Chissà che cosa si saranno immaginati i lettori magari evitando di accedere alla raffigurazione.

Ovviamente, una mentalità simile, che avendo prima messo il male sullo stesso piano del bene ora può invertirli facilmente, è più che diffusa. Lo dimostrano gli episodi che ormai si verificano ogni Natale, come quello della preside della Manchester Elementary School in Nebraska, che ha vietato di esporre ogni simbolo natalizio o di cantare i carols che potevano far ricordare agli alunni la nascita di Gesù. La preside ha infatti dichiarato che non voleva vedere nemmeno girare le caramelle a forma di J e a strisce rosse e bianche, perché «storicamente, la forma di “J” sta per Jesus. Il rosso è per il sangue di Cristo e il bianco è un simbolo della sua risurrezione».

Ma mentre tutto questo avviene, mentre negli Stati Uniti, come in Italia, tutto ciò che è cristiano, nonostante il messaggio di Misericordia di un Dio che nasce in una mangiatoia per salvare gli uomini, viene perseguitato e liquidato come violento, negli Stati Uniti la testimonianza di una 85enne della classe popolare fa pensare quanti sono convinti che non valga ormai più la pena lottare. Spiegando come si affronta la persecuzione.

All’anziana Millie Francis, residente in un villaggio di case di compensato della Florida, è stato chiesto dall’amministrazione del quartiere di rimuovere il pezzo di compensato con cui ha coperto la sua finestra e su cui era stata dipinta l’immagine della Madonna di Guadalupe. Ma la risposta per nulla tenera della donna è stata che «prima di farlo devono uccidere me». Insomma, la Vergine non si tocca perché «non direte ad una vecchia signora cosa fare…questa è l’America. E finché ho due braccia e due gambe, non lo farò».

Colpisce la forza di una donna povera la cui fede non l’ha solo portata, mentre pregava in Chiesa, ad essere ispirata dall’Alto per porre l’immagine mariana sul muro di casa, ma anche ad agire: «Andrò in tribunale se necessario…è pieno di cose di ogni tipo là fuori (molte altre case sono decorate, ndr), ma fanno così perché io sono cattolica e si sbagliano», ha dichiarato la signora, il cui avvocato ha spiegato che «i documenti provano che Fracis aveva avuto il permesso di sostituire la finestra con l’immagine». Ma l’amministrazione del villaggio ha ribattuto che la donna ha apportato il cambiamento al di là del limite di tempo stabilito, anche se, ha proseguito il suo avvocato «Fracis non solo ha finito i lavori in tempo ma non vi sono regole circa le decorazioni delle facciate».

Infine, sebbene la possibilità di andare in tribunale alla sua età non le faccia proprio piacere, la donna non ha rinunciato a celebrare il Natale (mettendo delle luci intorno all’immagine) solo perché qualcuno non gradisce. Infine Francis ha dichiarato: «Dicono che dovrò pagare le loro spese legali se vinceranno in tribunale. Non posso permettermelo. Ho bisogno di aiuto e non so cosa mi succederà, ma so che non toglierò l’immagine». È chiaro che solo la fede e la certezza che il bene sia uno e lo stesso per tutti e che il suo credo non possa nuocere a nessuno, ne tanto meno infondere odio, può permettere ad un cristiano, anche nulla tenente, di non farsi piegare dal potere. E forse se questa reazione oggi non va per la maggiore è perché noi cristiani influenzati dal relativismo ormai dubitiamo persino di questo.

 

Autore: Benedetta Frigerio

 

Fontehttp://www.lanuovabq.it/it/cristiani-discriminati-unanziana-insegna-a-reagire

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