Dalla NuovaBussolaQuotidiana. Sr. Clare: “O tutto, o niente!” La fame d’amore che apre i Cieli

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Promessa star di Hollywood, Clare sin da piccola viene spinta in un mondo fatto di fama, soldi e piacere senza freni. Ma proprio quando il peccato sembra averle rubato l’anima, l’amore irresistibile del Crocifisso la attira a sé: “Perché continui a farmi soffrire?”. Complice la “trappola perfetta” della Vergine Maria, Clare si lascerà così conquistare dal Signore e inizierà la sua folle corsa verso il Paradiso…

Desiderare di consumarsi completamente, sino a sbiadire il proprio volto, sino a logorare mani e piedi, sino a perdere la voce. Dare tutto di sé e darlo subito, per offrire la vita intera a Dio. Un amore folle e radicale: “O tutto, o niente!”. Questa, in poche battute, era suor Clare Crockett.

È chiaro, allora, che non fu il caso a volere che questa giovane Serva del Focolare della Madre rimanesse l’unica a morire sotto le macerie del tragico terremoto del 2016 a Playa Prieta. Tra tutte le sorelle del convento missionario in Ecuador, fu scelta solo lei. “Sola con il Solo”: misteriosamente, si realizzava il motto di vita stabilito proprio nel giorno della sua consacrazione e ancor più si avverava quell’insondabile piano d’Amore che lei stessa aveva profetato: “Morirò giovane, a 33 anni, come Gesù”.

NASCERE E RINASCERE NELLO SPIRITO

Clare Crockett vede la luce il 14 novembre 1982 a Derry, in una famiglia dell’Irlanda del Nord duramente segnata dalle feroci lotte tra cattolici e protestanti. Lei stessa però dirà che la sua vera nascita avverrà solamente l’11 agosto 2001, data in cui la giovane fanciulla fa il suo ingresso nelle Serve del Focolare della Madre come postulante. Sarà questa, infatti, per Clare l’occasione di una vera e propria rinascita nello Spirito Santo che, corteggiandola come il più appassionato tra gli amanti, la conquisterà completamente.

Ma la strada che condusse Clare alla “vita nuova” fu tutt’altro che spianata. Per comprendere su quale terreno cominciò ad arare l’agricoltore e quanti rami ebbe a potare il vignaiolo, basti sapere che, quando Clare annunciò a parenti e amici il suo ingresso in convento, venne accolta con una fragorosa e corale risata. Gli stessi familiari erano convinti si trattasse di uno dei suoi colpi di testa che sarebbe durato pochi giorni, al massimo qualche settimana.

Del resto, quella ragazzina a dir poco esuberante era nota a tutti come la futura stella di Hollywood per via del suo straordinario talento per la recitazione. Dotata di un agente dello spettacolo sin da piccolissima, Clare aveva conquistato da subito ruoli da protagonista sul piccolo schermo e alcune pellicole al cinema. Genitori, professori, amici… tutti quanti la spingevano in questa direzione, essendo convinti che un giorno sarebbe arrivata molto lontano. Quanto al rapporto con la fede, invece, non si poteva certamente festeggiare lo stesso successo. Clare, di famiglia cattolica più per etichetta che per sostanza, aveva ricevuto i sacramenti durante l’infanzia, ma ben presto, ai locali della parrocchia, aveva preferito quelli notturni che l’avevano eccitata ai piaceri del mondo. Alcol, droga e sesso erano diventati per Clare regola e dipendenza, complice l’ambiente dello spettacolo che l’aveva stretta, ancora piccola, tra le tenaglie del peccato. Eppure, nessuno poteva immaginare che la “follia” di quella ragazzina, che la spingeva a divorare sempre più vita, fosse in verità il sigillo messo da Gesù sul cuore della sua promessa sposa e che Dio stesso sarebbe stato pronto a tutto pur di portare a termine il suo piano d’Amore su quella vittima da Lui prescelta.

LA “TRAPPOLA” DELLA VERGINE MARIA

«Un giorno – racconta Clare durante una testimonianza – la mia amica, Sharon Dougherty, mi chiamò e mi disse: “Clare, vuoi andare in Spagna? È tutto pagato”“Un viaggio gratis in Spagna! – pensai – Dieci giorni di festa in Spagna con il sole”. “Certo che ci vado!”. Io, sinceramente, pensavo che saremmo andate su un’isola turistica come Ibiza. Chi avrebbe potuto immaginare che invece fosse tutta una mossa della Vergine Maria per riportarmi a casa, nel Suo Focolare, in quello di Suo Figlio?».

Spiegarono a Clare che tutti quelli che volevano andare in Spagna si sarebbero dovuti presentare in una certa casa per ritirare il biglietto aereo. «Quando entrai nella casa – continua Clare – trovai un gruppo di 30-35 persone mature che recitavano il Rosario. Subito chiedo: “Voi andrete in Spagna?”“Sì”, mi risposero con entusiasmo “ad un pellegrinaggio!”». Ovviamente Clare non ha la minima intenzione di partecipare a un ritiro spirituale, ma l’amica insiste: ormai il biglietto aereo è pagato, perciò non ci si può più tirare indietro.

«Così arrivai in Spagna presso il monastero del Focolare della Madre, da sola e senza nessuna voglia di fare un pellegrinaggio». Era la Settimana Santa, ma Clare logicamente non lo sapeva e nemmeno poteva sospettare di dover partecipare per cinque giorni e con molto raccoglimento alla Passione, morte e Risurrezione del Signore.

L’IRRESISTIBILE SPOSO CROCIFISSO

È Venerdì Santo e qualcuno del gruppo dice a Clare che, in quel giorno, non avrebbe potuto star fuori dalla chiesa a fumare sigarette come sempre accadeva. La giovane, perciò, quasi costretta, si unisce alla Celebrazione liturgica della Passione e morte del Signore e col solito atteggiamento strafottente – come racconta lei stessa – sceglie subito di sedersi nei banchi più in fondo. Quando però arriva il momento in cui tutti si mettono in fila per l’Adorazione della Croce, Clare d’impeto li segue.

«Quando toccò a me baciare la croce non mi ricordo se mi inginocchiai o se feci la genuflessione, mi ricordo solo che baciai il chiodo che era sui piedi di Gesù e sentii come uno schiaffo sul cuore. In un istante ricevetti la grazia di vedere come Egli, Dio, era morto per me sulla croce, per i miei peccati, per le mie vanità, per le mie infedeltà, per la mia impurezza… Compresi e vidi d’un tratto che io avevo inchiodato il Signore alla croce e che l’unico modo in cui io potevo consolarLo era con la mia vita. Ormai non valeva raccontare barzellette, né fare una bella rappresentazione teatrale: nulla, nulla di ciò che io potevo fare era in grado di consolare Gesù, se non dandoGli tutta la mia vita! Compresi questo in un lampo, senza avere alcuna formazione religiosa: ero pazza, andavo in discoteca, pensavo di andare a Ibiza e in quel momento, nel baciare la Croce, il Signore mi fece cadere completamente da cavallo. (…) Ebbi la certezza che il Signore era sulla croce per me e, assieme a questa convinzione, sentii un vivo dolore. Tornando al banco, iniziai a piangere, e a piangere, e a piangere… non potevo smettere. Dio mi aveva mostrato con chiarezza che era morto per me e che io dovevo dargli qualcosa, e quel qualcosa non era semplicemente un’Ave Maria, una messa o un impegno piccolo, ma era la mia vita!».

“PERCHE’ MI CONTINUI A FERIRE?”

Nonostante le enormi grazie ricevute durante il pellegrinaggio, Clare torna a casa e precipita di nuovo nelle seduzioni del mondo. Sente con chiarezza di avere ricevuto la chiamata di Dio, ma non riesce in alcun modo ad abbandonare la vecchia vita. «”Non posso diventare suora! Non posso smettere di bere, di fumare, di andare a divertirmi e non posso rinunciare alla mia carriera, alla mia famiglia…” Mi ripetevo queste cose, tuttavia non riuscivo a fare tutto questo semplicemente perché non avevo ancora chiesto a Gesù il Suo aiuto».

Non appena Clare si mette in ginocchio, il Signore corre in suo soccorso dandole la certezza che, se Egli le stava chiedendo qualcosa, certamente le stava anche donando la grazia e la forza per viverlo.

E infatti, una notte accade qualcosa che cambierà l’esistenza di Clare per sempre: «Ero nel bagno di una discoteca, ero completamente ubriaca e stavo per vomitare, fu in quel momento che sentii con forza lo sguardo del Signore. Era così forte questo sguardo! E subito sentii dentro di me il Signore che mi diceva: “Perché Mi continui a ferire?”. Sapevo che il Signore era lì e mi stava guardando. Sentire lo sguardo del Signore è qualcosa che ti lacera. Vidi che di nuovo stavo inchiodando il Signore alla croce con i miei peccati, con le mie ubriachezze. Io sentii che il mio modo di vivere e la mia mancanza di risposta a ciò che il Signore mi stava chiedendo facevano molto male a me stessa e anche a Dio».

Fu questo il momento decisivo in cui Clare comprende che l’Amore di Gesù l’ha vinta per sempre: «Capii in quell’istante che dovevo lasciare tutto e seguirLo. Io sapevo che il Signore mi stava chiamando ad essere Sua nelle Serve del Focolare della Madre, a darGli la mia vita affinché altri Lo potessero conoscere. Sapevo con grande chiarezza che mi chiedeva di confidare in Lui, di porre la mia vita nelle Sue mani e di avere fede». E così accade: Clare, l’11 agosto 2001, giorno di santa Chiara D’Assisi, entra in monastero; e l’11 febbraio 2006 fa i suoi primi voti scegliendo il nome religioso di suor Clare Maria della Trinità e del Cuore di Maria. L’8 settembre 2010 emette i suoi voti perpetui.

SERVIRE, FINO A CADERE A TERRA SFINITI

Dal momento della professione solenne, in un potente crescendo di intensità, inizia per Clare una corsa pazza verso il Signore. Nei cinque anni da professa, viene inviata in numerose comunità delle Serve: a Belmonte (Cuenca, Spagna), a Jacksonville (Florida, Stati Uniti), a Valencia (Spagna), a Guayaquil (Ecuador) e a Playa Prieta (Manabí, Ecuador). Di luogo in luogo, la Serva lascia dietro di sé la scia del suo bruciante amore per il Signore, che non smette di crescere e che si manifestava in un’instancabile e impressionante carità verso il prossimo.

Un esempio ne spiega bene la portata. Nel 2011, insieme ad altre 9 consorelle, suor Clare si trova ad accompagnare 140 ragazze alla GMG di Madrid. Ebbene, la Serva era così desiderosa che tutte le ragazze potessero incontrare personalmente il Signore che non si fermò mai un istante. “Si mise al servizio sino al punto che – racconta una consorella – l’ultimo giorno la trovammo svenuta su di un marciapiede. Doveva avere una delle sue emicranie di proporzioni siderali. Era veramente esausta, però non ci aveva detto nemmeno una parola di quanto stava male e continuava a non esprimere alcuna lamentela”. Eppure, tutti coloro che conoscono suor Clare sanno che la sua reazione di quel giorno non fu per nulla un fatto isolato. Questa era la sua disposizione abituale, il modo in cui agiva normalmente e sempre si donava: fino a cadere a terra esausta. A scuola con i giovani, al catechismo coi bambini, in convento con le sorelle e con le novizie… Clare era una bomba di spiritualità che travolgeva chiunque la incontrasse e che esplodeva d’amore per ogni singola anima.

Un’altra consorella racconta così il suo ultimo incontro con Clare: “Quando l’ho vista era completamente cambiata, era consumata in viso, era senza voce… ricordo che nel vederla così subito mi domandai: “Anche io posso dire di donarmi come si sta donando lei?”. La guardai con grande ammirazione e le dissi: “Suor Clare, tu stai consumando la tua vita qui, per Gesù!”. Mi guardò e senza esitazione rispose: “Sorella non siamo forse spose del Crocifisso?”. Poco dopo quell’incontro suor Clare morì, sotto le macerie del suo stesso convento in Ecuador, crollato al suolo dopo una violenta scossa di terremoto il 16 aprile 2016. Aveva 33 anni. “Lei sapeva che sarebbe morta giovane – continua la consorella -. “Io morirò a 33 anni, come Gesù”, ripeteva misteriosamente negli ultimi tempi. Eppure non era affatto preoccupata, al contrario era piena di gioa, di pace e di amore: in cuor suo desiderava ardentemente vedere il Volto di Colui al quale per tutta la vita aveva anelato. “Quello che mi preoccupa – diceva – è di morire senza aiutare, senza servire, senza amare, senza regalare tutto di me a Dio!”. Questa era suor Clare: o tutto, o niente.

Autore: Costanza Signorelli

 

Fonte: http://lanuovabq.it/it/sr-clare-o-tutto-o-niente-la-fame-damore-che-apre-i-cieli

 

 

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