Giais, gennaio 2000. Nella cameretta di una semplice casa di una frazione d’Aviano (Pordenone), c’è una ragazza che parla ogni sera con Dio.

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«Amo immensamente Dio per avermi creata e per tutto ciò che ho e che non ho. Per tutte le persone che mi stanno accanto e mi proteggono da lassù. E poi devo ringraziarlo per avermi fatto conoscere il Don Bosco: Dio mio, che miniera d’oro quell’oratorio! Lì ho i veri amici e non dimentichiamo i ragazzi per l’Unità, loro sono proprio ganzi come il Don Bosco. Io adoro ambedue, quando mi ci ritrovo, sono la più felice del mondo. Ti ringrazio Dio!».

Giais, gennaio 2000. Nella cameretta di una semplice casa di una frazione d’Aviano (Pordenone), c’è una ragazza che parla ogni sera con Dio. È un segreto che fissa fin da bambina sulle pagine del suo diario. Sono le confidenze di una sedicenne: scoperte, amicizie, paure, lacrime, sofferenze, sorrisi, stupore, gioie e slanci… Amore. Tanto amore. Immenso, per quel suo Amico del quale si fida come dell’amico o dell’amica migliore.
C’è una ferita nel cuore di Angela che ritorna spesso nei suoi dialoghi con il Signore. Una ferita di quelle che non smettono mai di sanguinare. È l’immagine indelebile del papà che lascia lei, otto anni, e suo fratello, più piccolo di tre, soli insieme alla mamma, per andarsene via di casa. Eppure lei riesce ad essere felice. Non c’è traccia di rabbia o di risentimento: «Vedo Dio come il mio vero papà, affettuoso, geloso di me, protettore, salvatore e non posso fare a meno di tutto ciò. Ho imparato a vivere della sua presenza e l’ho scoperto ora che sento la mancanza di un padre».
Ha così tanto sperimentato la tenerezza a la gelosia del Signore, che tra lei e Gesù si instaura quasi una gara a chi si vuole più bene: «Non mi manca il padre che ho ma il padre che vorrei avere. Questa è la mia Croce e la porto con gioia per aiutare Gesù a portare la Sua che è più grande». Sono le vette raggiunte da una mistica… sedicenne e assolutamente normale, con le scarpe da ginnastica… e con un sorriso contagioso e un’incontenibile voglia di vivere! Con il passare degli anni per Angela è tutto un esplodere di vita: il rapporto con la mamma che si fa sempre più profondo e dolce, le amicizie vere intessute all’Oratorio negli Amici Domenico Savio, la confidenza in don Nicola, sua guida spirituale, la forza e gli orizzonti immensi che respira nel movimento dei focolari… Angela non si tira mai indietro desiderosa di «scegliere Dio nuovamente come unico ideale», pronta «a rischiare, a buttarsi nella vita. Perché ora rischiare non è più un salto nel vuoto, ma un tuffo nella vita». Un tuffo che rende semplicemente straordinaria una vita a prima vista assolutamente ordinaria: il conseguimento della maturità al Liceo artistico, la scelta di frequentare Lettere a Udine, il sogno di andare in Erasmus in Irlanda, lo scoprirsi innamorata e ricambiata da un ragazzo… Tutto vissuto, come dice lei, con Gesù in mezzo. In pienezza.

21 giugno 2006, festa di san Luigi Gonzaga patrono mondiale dei giovani: Angela muore in un incidente stradale. La sera prima aveva scritto: «Ora mi sento così bene. Che pace… è bellissimo stare qui». Sono le stesse parole pronunciate da Domenico Savio prima di morire «che bella cosa io vedo mai…».
San Luigi, Domenico… Angela: l’amicizia con Gesù è il segreto di una vita vissuta tutta d’un fiato, di una bellezza così grande che vedremo nel suo splendore solo in Paradiso!

 

Delegato vocazioni salesiani Triveneto

donPaolo

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