E chi ha lavorato onestamente per una vita… non può provare ad essere cristiano cattolico?

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Il 9 maggio 2020 è uscito un editoriale sul Corriere della sera, a firma di Ernesto Galli della Loggia, intitolato Una Chiesa poco politica.

Molto duro nei confronti di Papa Francesco e delle sue scelte populiste, che – oltre a non rispecchiare il vero pensiero cattolico (!) – finiscono per dimenticare le vere grandi questioni globali.

Tesi: “È ormai un luogo comune notare il carattere profondamente politico del pontificato di papa Bergoglio. In verità, però, più che politico il suo appare un pontificato ideologico, e le due cose non sono affatto la stessa cosa”.

La Chiesa, fin dai primi secoli, ha sempre cercato di illuminare, attraverso la rivelazione di Cristo, valori e comportamenti umani.

Problema: “È un dato di fatto, invece, che non appena oltrepassa l’ambito delle cerimonie e dei riti, il discorso pubblico di Francesco inclina a perdere ogni specificità di tipo religioso”.

L’accusa, che – notare – non viene da un prete o da un vescovo, è grave.

Conseguenza: le attenzioni tipiche del suo pontificato “portano le sue parole su un terreno che segna una frattura rispetto alla tradizione del magistero papale. Tali fattori sono in particolare due”.

  1. Con parole mie: l’impressione che la povertà, la disgrazia, la solitudine siano diventate, invece che dei problemi da risolvere veramente, delle virtù da esaltare. Per questo si rivolge solo a loro ed estremizza le posizioni nei loro confronti. E chi ha lavorato onestamente per una vita… non può provare ad essere cristiano cattolico?
  2. “Il secondo elemento di frattura riguarda i contenuti non strettamente confessionali del discorso papale”. Ovvero: al posto della Dottrina Sociale della Chiesa “dominano viceversa il discorso di Bergoglio, insieme a una marcata noncuranza nei confronti della vicenda culturale dell’Occidente e a un’ostilità sempre allusa ma chiarissima per il capitalismo e per gli Stati Uniti, una forte simpatia per la dimensione dell’iniziativa spontanea dal basso e per l’autorganizzazione popolare, l’avversione conseguente per tutto ciò che sa di istituzionalizzato, di ufficiale, di formale, nonché la generale condivisione delle aspettative e delle scelte fatte proprie da ogni gruppo marginale, e infine l’auspicio di una sorta di economia natural-comunitaria a base egualitaria, di cui è espressione esemplare la proposta avanzata di recente da Francesco stesso di un non meglio specificato «reddito universale»”.

Conclusione: “alla fine quel discorso, privo di una significativa innervatura religiosa, resta solo un discorso ideologico, di una ideologia a sfondo populistico-comunitario-anticapitalistico, non dissimile da altri in circolazione specie nel Sud del mondo”.

 

Due esempi di controprova: “Il primo: da tempo — e in seguito all’epidemia di Covid 19 più che mai — l’Unione europea è attraversata al proprio interno da una divisione-scontro Sud/Nord. Un gruppo di Paesi del Sud Europa (Italia, Francia, Spagna, Portogallo i principali) si contrappone a un gruppo di Paesi del Nord (Germania, Olanda e Finlandia in testa) su una serie di questioni che alla fine riguardano i valori sociali e politici fondamentali che devono prevalere in una collettività; e si dà il caso (un caso forse non del tutto casuale) che i Paesi del primo gruppo siano quasi tutti di tradizione cattolica. Secondo esempio: non da oggi (ma ancora una volta oggi più che mai) la base degli equilibri mondiali (non solo politici o economici) in vigore da oltre mezzo secolo sta mutando drammaticamente a causa dell’attivismo inedito e spregiudicato di due gigantesche aree politico-culturali: quella russa e quella cinese, entrambe indifferenti ai diritti umani e tanto più alla libertà religiosa. Ebbene, forse mi sarò distratto, ma su ognuno di questi due nodi di questioni, dalle implicazioni innumerevoli e decisive per l’avvenire del mondo, qualcuno ha notizia di una presa di posizione autorevole, di un gesto realmente significativo, di una iniziativa di rilievo, di un qualcosa qualunque da parte della Santa Sede o della Chiesa Cattolica?”

 

Elaborazione e sintesi di don Paolo Mojoli

donPaolo

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