28 giugno 2020 “Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me”

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In alcune situazioni della vita, solo lo sguardo alla croce ci può salvare.

Meglio: la croce ha la possibilità di salvarci a patto che la nostra libertà si volga verso di lei. Forse è una tentazione fermarci esclusivamente sulla croce: rischiamo di non intravederne la carica di risurrezione che essa porta con sé. Un’altra tentazione può essere quella di abbinare la croce di Cristo, segno di amore sconfinato, ad una nostra passiva e deteriore rassegnazione: il cristiano non è mai solo rassegnato, piuttosto si scopre affidato e nelle mani di un Padre infinitamente buono.

La PROPRIA croce. Come nella storiella di Bruno Ferrero che ci hanno raccontato tante volte, ognuno ne ha una propria, esattamente definita con la forma delle sue spalle. Questo ci allontana sia dall’orgoglio che dall’invidia o qualsiasi forma di gelosia.

Ma l’aspetto decisivo è seguire Gesù, ovunque egli ci porti. Metterci dietro di Lui e non pretendere di sorpassarlo. Come in montagna la guida con colui che gli è affidato.

donPaolo

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