12 luglio 2020. “Il seminatore uscì a seminare”

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Quanto è abbondante e generosa la grazia di Dio…

Dal Vangelo secondo Matteo (13,1-9)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

  1. Mi pare insufficiente una scontata lettura moralistica di questo brano evangelico, che si limiti a esortare o rimproverare, dicendo: “Tu devi diventare terreno buono!” Sì, ma come? Attraverso quali mezzi? Prima di tutto affidandoci alla grazia del Signore, poi avendo l’umiltà e la fiducia di metterci nelle mani di Dio attraverso il sacramento della Confessione, per mezzo della paternità spirituale.
  2. Primato e abbondanza della grazia di Dio: la moltitudine della folla che lo circonda, le molte parabole che vengono utilizzate per offrire almeno qualche spunto su cos’è (Chi è!) il Regno di Dio, il seme che viene dato con larghezza persino sulla strada, sul terreno sassoso, sui rovi, sul terreno buono.
  3. Libertà da parte dell’umanità nell’accettare o rifiutare quanto viene donato.
  4. Moltiplicazione sovrabbondante dei doni per coloro che sono docili a Dio.
  5. “Chi ha orecchi, ascolti”: la necessità della disponibilità a ricevere, accogliere il messaggio di Gesù.

donPaolo

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