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Dott.ssa Sonia Buchini: breve commento a “COME CERA IN MANO A DIO” di don Paolo Mojoli

“Come cera in mano di Dio” propone un itinerario spirituale e di preghiera sulle orme di San Francesco di Sales e di don Bosco, che accoglie e fa suo lo spirito salesiano. Vicino alla realtà e al vissuto comune, questo volumetto affronta di petto anche temi scabrosi, come il mistero del male e il senso della sofferenza, che ognuno, prima o poi, si trova ad affrontare. Il testo offre strumenti concreti per vivere la quotidianità e imparare a guardarla con gli occhi della fede e della gratitudine, nella consapevolezza che ogni cosa rientra nel progetto d’amore infinito di Dio. Dire “Sia fatta la tua volontà” allora equivale alla capacità (o almeno al tentativo!) di non fare differenze fra ciò che ci viene donato da Dio. Ogni situazione – persino la croce! – può essere, infatti, occasione di amore.

Questo scritto, accessibile anche da chi ancora non conosce San Francesco di Sales, invoglia ad approfondire l’amicizia con lui e suscita il desiderio di intraprendere una vita spirituale autentica, profonda, rinnovata nel segno dello Spirito e capace di ricominciare dopo ogni caduta.

Personalmente questo libro mi ha accompagnata durante il cammino della Quaresima e uno dei passaggi che ho maggiormente apprezzato è il seguente: “Solo quello che costruisce e libera l’essere umano redime. Ora, la sofferenza in sé non lo fa, di conseguenza non può redimere. Lo fa, invece, il modo in cui ciascuno cerca di umanizzare la propria vita dentro le sue sofferenze. […] Poiché la sofferenza in sé distrugge, il “piacere” di Dio non dovrebbe essere nel ricevere qualcosa che rovina. […] Dio ama ricevere la fede, la speranza, l’amore, l’umiltà, la pazienza al centro delle nostre sofferenze”. Spesso, infatti, si rischia di mostrare o di vivere la vita cristiana come una condanna alla croce… senza amore. Ma la croce senza amore non ha nulla a che fare con la persona e il Dio di Gesù Cristo che vogliamo imitare e annunciare. Al contrario, l’idea che Dio non goda nel vederci soffrire, ma che ami ricevere ciò che costruisce l’uomo e la sua umanità, mi restituisce l’immagine di un Dio più umano, più desiderabile… e, a dirla tutta, più sensato.

Grazie per questo regalo così prezioso per l’anima.

Sonia Buchini

Don Filippo ci scrive

Carissimi amici, come state?
Un saluto da Pugnido e un augurio di buona Pasqua a tutti, anche se
qui la Pasqua, poiché seguiamo il calendario ortodosso, è una
settimana dopo, l’8 aprile.
Il nostro riscaldamento naturale è sempre acceso, anche se qualche
volta scendiamo sotto i 40°, verso i 38° e sembra che ci sia fresco…

E’ dall’inizio di marzo che la situazione politica in Etiopia non e’
sicura, da quando il primo ministro ha dato le dimissioni per via di
prolungate proteste e scioperi da parte della popolazione e ancora
adesso le quattro forze di maggioranza non si sono messe d’accordo su
chi eleggere, perciò stato generale di emergenza in tutto il paese,
blocco di internet in tutte le città, maggiori poteri all’esercito
per tenere sicura la vita sociale…Vi sto scrivendo da Gambella, tre
ore di jeep da Pugnido, dall’ufficio di un amico dell’ONU. Speriamo
che al piu’ presto la situazione si normalizzi, anche se una persona
per il primo ministro l’hanno fatta e speriamo al piu’ presto sia
eletto.

Le nostre attività della parrocchia si stanno concentrando sulla
preparazione alla Pasqua, stiamo andando più spesso in alcune cappelle
per la catechesi e la preparazione ai sacramenti, anche qui nella
missione centrale abbiamo preparato incontri e liturgie, mentre le
altre attività continuano normalmente, l’asilo e l’ostello, l’oratorio
e i vari corsi di inglese, computer, sartoria con le macchine da
cucire…

C’e’ un po’ di Africa nella passione di Gesù, il venerdì Santo c’è
un uomo, Simone di Cirene, città della Libia, che aiuta Gesù a portare
la Croce.
Che bello questo gesto, nonostante che tornasse stanco dalla campagna,
nonostante i suoi programmi e le sue intenzioni, si ferma e aiuta
Gesù, un uomo che dell’Africa arriva fino a Gerusalemme per aiutare
Gesù a portare la Croce.

In ogni parte del mondo quando incontri qualcuno in difficoltà senti
dentro di te questa domanda “Vuoi essere il mio Cireneo?”, cioè vuoi
aiutarmi a portare la Croce? Gesù porta la nostra Croce e noi
cerchiamo di portare quella degli altri.

Un augurio a tutti di buona Pasqua.
abba filippo

Preti che amano

[sottofondo, G. Allevi, My Family, in Love]

 

Oggi mi sono accorto di amare.

Il mio cuore, ancora una volta,

forse più di tutte le altre volte,

è uscito dal frigorifero.

Davanti, persone concrete.

Dietro, una storia che rischia di perdersi

confusa nei se e nei ma.

Accanto: sacerdoti,

consacrati e consacrate,

sposi che capiscono

e che pregano con intensità a 1000.

In ogni dove: Cristo crocifisso e risorto,

che si incarna, patisce e muore

d’amore e per amore.

Grazie, buon Gesù,

per il dono dell’Amore.

Ti prego: conservamelo sempre,

anche quando può lacerare

fino alle viscere più nascoste.

Grazie.

E, ancora una volta,

rinasce la vita vera.

Il libro della settimana. Wonder (R. J. Palacio)

È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l’anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni. Età di lettura: da 13 anni.

Natale mistero d’Amore

Tutto il creato, il cosmo, la Chiesa intera, ogni uomo e donna invochi con la trepidanza e gioia degli amanti:

“Vieni Signore, Gesù!”

Vieni anche oggi, trovandoci con le porte e le finestre aperte, anche se il vento dello Spirito porta a fare fracasso o a rimanere al gelo superficiale delle incertezze.

Nel profondo del cuore percepiremo, invece un calore e una gioia insospettabili e forse mai sperimentati.

 

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,

né la tua terra sarà più detta Devastata,

ma sarai chiamata Mia Gioia

e la tua terra Sposata,

perché il Signore troverà in te la sua delizia

e la tua terra avrà uno sposo.

[Isaia]

 

Tu vivi sempre nei tuoi atti.

Con la punta delle dita

sfiori il mondo, gli strappi

aurore, trionfi, colori,

allegrie: è la tua musica.

La vita è ciò che tu suoni.

 

Dai tuoi occhi solamente

emana la luce che guida

i tuoi passi. Cammini

fra ciò che vedi. Soltanto.

 

E se un dubbio ti fa cenno

a diecimila chilometri,

abbandoni tutto, ti lanci

su prore, su ali,

sei subito lì; con i baci,

coi denti lo laceri:

non è più dubbio.

Tu mai puoi dubitare… Ma in realtà con la vita che continua permetti ad un dubbio di scavarti dentro … fino a ripetere senza stancarsi:

Al di là, più in là, più oltre.

Al di là di te ti cerco.

[da una poesia d’amore di Pedro Salinas nel poema La voce a te dovuta.

Natale non è altro che mistero d’amore]

 

Ho sentito Dio veramente gravido di me. Quanto ha gioito Dio di fronte alla nostra gioia; quanto patisce per il dolore innocente; per la madre che vede il figlio, che fino ad allora era sano, completamente bloccato per una cura sbagliata…

Trento e le sue chiese: Sovrasta la Madonna addolorata.

Fa pensare a Gesù che nasce scansando di poco una strage di bimbi innocenti.

Terra abbandonata, devastata. Così viene inizialmente descritta la terra di stretta appartenenza del Signore. Una ragazza una volta disse a papà e mamma: “mi avete dato tante cose, ma non amore”. Mi sembra che già qui vengano proclamate due verità tanto scomode quanto reali.

 

La prima: siamo noi, uomini e donne, cominciamo guardandoci attorno tra noi che siamo qui, ad essere la terra di stretta appartenenza del Signore. Si pensa subito a preti e suore come direttamente consacrati a Dio. È vero, ma riduttivo. In forza del fatto che Dio non ci ha creato come cose, come oggetti, come macchine, ma come persone. Riflettiamo su tutte le volte che noi pensiamo i nostri amici, marito, moglie, figli… come un mezzo che dovrebbe produrre la nostra soddisfazione, la nostra serenità, il nostro benessere. L’altro sarebbe creato allo scopo della nostra happyness (Mulino Bianco)… e noi? Tanti, specie negli ultimi anni, si giustificano dicendo: se no (vado) andiamo in fallimento. Ma il vero fallimento non è solo quello economico: è la partita persa di persone che non si permettono di amare e non permettono agli altri di amarli.

Cominciare subito ad amare. Sì, ma come?

– non perdere l’occasione di dare la mano a due persone in più oggi durante il momento dello scambio della pace,

– doniamo il sorriso e portiamolo ogni giorno; come fosse il mazzo di chiavi che prendiamo il mattino uscendo di casa, non scordiamolo mai

– telefoniamo ad un amico (o il papà, la mamma, i figli…) che non sentiamo più perché quella volta è successo che…

È Natale: si azzera il rancore, lo si converte in qualcosa di meno meschino (qui mi viene in mente una lettura di un testo delle elementari, il cui titolo era: il peso dell’odio.
E diceva in soldoni che un mendicante per anni ha portato una pietra nella bisaccia per poter colpire il ricco che lo aveva umiliato un giorno, e quando ha avuto finalmente l’occasione, incontrando il ricco dopo anni,  di lanciargli quella pietra… l’ha lasciata cadere a terra, e ha capito quanto gli era pesata per anni nella bisaccia, in spalla , mentre il cuore si era finalmente alleggerito dal peso di un odio che, ormai, non aveva più senso).

La seconda verità che mi pare di intravedere in queste parole: quanti uomini, donne, bambini, adolescenti abbandonati e profondissimamente feriti! Ma anche qui, non andiamo a cercare lontano. Famiglie divise, persone umiliate, ragazzi che non vengono mai ascoltati, adolescenti a cui non è permesso di meravigliarsi e di sognare il presente e il futuro. Quanti nostri contemporanei sotto anestesia. O perché si lasciano imbambolare da mille cose, o perché auto-anestetizzati: se non lo fossero, soffrirebbero troppo.

Anche a causa di noi uomini, donne di Chiesa: siamo ancora capaci di ascoltare, di perdere il tempo, di giocare, di donare un sorriso?

Ma allora chi sono io? Dice il Signore: il tuo vero nome è “mia gioia” (da quanto non ci chiamiamo così in famiglia?), “delizia del Signore”, amata prescelta e scelta.

 

  • Che vale il mondo rispetto alla vita?
  • E che vale la vita se non per essere data?
  • E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire? [a Dio]

 

  • L’Angelo squillante ancora una volta ai cieli e alla terra in ascolto dà l’annunzio usato
  • Sì, Voce-di-Rosa, Dio è nato!
  • Dio si è fatto uomo!
  • È morto!
  • È risuscitato!
  • Le campane non sono il segno dell’Angelus, ma quello della comunione.
  • Le tre note come un sacrificio ineffabile sono accolte nel seno della Vergine senza peccato.
[Paul Claudel, nell’altissimo dramma dell’Annuncio a Maria]

Mai nessuno disperi per sempre [padre David Maria Turoldo]

Un santo vescovo augurava proprio a Natale “tanti auguri scomodi”. Anche a voi, tanti auguri scomodi, ma che magari ci scandalizzino, l’importante è che non ci lascino [cominciando da noi preti] impassibili nelle nostre sicurezze, nel nostro egoismo, orgoglio e superbia. Bene, continuiamo con le tradizioni di sempre… ma anche a me, anche a voi… TANTI AUGURI SCOMODI!

Il libro della settimana. Crudele dolcissimo amore

Chiara M. vive a Trento dove ha lavorato per diversi anni come infermiera professionale presso l’ospedale cittadino. Crudele dolcissimo amore è il suo primo libro. La foto di copertina risale al 1984.

“Con poesia sa parlare del dolore, con tocco leggero ti fa sorridere, pensare, riflettere, piangere. È un mistero come Chiara riesca ad arrivare così in profondità , a trasmetterci tutta quella serenità “?, Cinzia TH Torrini, regista cinematografica.

“È una delle cose più belle che ho letto in assoluto”?, Piero Coda, teologo.

Gli amici dicono di lei:

Quando penso a Chiara, mi si dipinge nella mente un fiore sotto una pioggia torrenziale (Mauro).
Chiara è semplicemente raggiante. Porta allegria e speranza ovunque si trovi. Fin dal primo incontro mi ha colpito la sua gioia di vivere, l’entusiasmo che mette in ogni secondo di vita (Andrea).

È una delle persone più coraggiose che io conosca”… Penso a lei come a una bianca montagna delle sue parti, a una rosea dolomite, forte e immortale (Antonella).

Ciascuno a contatto con lei si trova a suo agio, come con una persona pienamente realizzata, sana nel cuore e nella mente (Nunzi).

È lei quella che avrebbe bisogno di attenzione e sostegno, e invece è lei, il più delle volte, a dare conforto a noi (Dina e Ivano).

Un suo aperto sorriso, una sua battuta, una bella risata rendono unico ogni nostro incontro (Patrizia).

L’arte di Chiara sta nel far emergere il Bello che alberga nell’altro (Aldo).

Chiara? Lei è sempre con me (Alessandra).

 

 

ESTRATTO DALLA NOVITA’: indice generale e il secondo capitolo di “Come cera in mano a Dio”

Disponibile presso l’autore (paolo.mojoli@bearzi.it , 8€; 10 € con spedizione in Italia) dall’8 dicembre. Alcune pagine di semplice, quotidiana e al tempo stesso profonda spiritualità salesiana.

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