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La Messa Mistero nuziale. 2. L’Eucaristia dell’Antica Alleanza

Fra i testi che mostrano non solo la dipen­denza, ma il legame stretto fra la liturgia giu­daica e la liturgia cristiana, il più conosciuto è probabilmente il «Didaché», che ci offre una formula eucaristica del primo secolo della Chie­sa cristiana. Tale testo altro non è che una rac­colta delle preghiere della Sinagoga, con l’ag­giunta, qua e là, delle parole «per il Tuo ser­vitore Gesù Cristo» e consimili. Per il resto il testo è identico alla liturgia della Sinagoga.

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Benedetto XVI. Viaggio Apostolico in Portogallo nel 10° anniversario della beatificazione di Giacinta e Francesco, pastorelli di Fatima (11-14 MAGGIO 2010)

Grande Piazzale di Av. dos Aliados di Porto. Venerdì, 14 maggio 2010

Sì! Siamo chiamati a servire l’umanità del nostro tempo, confidando unicamente in Gesù, lasciandoci illuminare dalla sua Parola: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16). Quanto tempo perduto, quanto lavoro rimandato, per inavvertenza su questo punto! Tutto si definisce a partire da Cristo, quanto all’origine e all’efficacia della missione: la missione la riceviamo sempre da Cristo, che ci ha fatto conoscere ciò che ha udito dal Padre suo, e siamo investiti in essa per mezzo dello Spirito, nella Chiesa. Come la Chiesa stessa, opera di Cristo e del suo Spirito, si tratta di rinnovare la faccia della terra partendo da Dio, sempre e solo da Dio!

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Andrea Torquato Giovanoli. “Cose che una donna. Prontuario di femminismo medievale”

Ci sono uomini che a dispetto di grandi impegni lavorativi e famigliari sfornano un libro dietro l’altro, e magari hanno pure la ventura di riuscire interessanti: qualcuno li chiama scrittori. Il garbo e la tagliente ironia dell’orafo milanese si riversano stavolta sulla parte rosa del mondo. (di Claudia Cirami)

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Da Costanza Miriano. “Le domande grandi dei bambini. 1° Convegno Nazionale”

Guardavo questa locandina, pensando che vorrei tanto andare, e mi è caduto l’occhio sul contributo spese (20 euro), e ho pensato che una cosa così di euro ne vale milioni, anzi non ha prezzo, davvero. Trovare degli alleati nell’educazione dei nostri figli, uomini intelligenti che si mettano al servizio dell’educazione, è veramente l’emergenza numero uno della nostra civiltà. Non ce ne sono molti, in giro. Padre Maurizio Botta e don Andrea Lonardo sono due di loro: uomini che pregano e vogliono bene, che leggono e studiano e ragionano, e poi traducono il frutto del loro lavoro per creare un metodo di catechesi nuovo ma antico, cioè dire la verità ai ragazzi, prendendo sul serio, molto sul serio le loro domande.

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Da Francesco Marchese Ragone del Giornale. Francesco e i migranti: “L’Italia non può accoglierli tutti da sola”

«Quello dei migranti è un problema che riguarda l’Italia, risolvetelo!». Una risposta perentoria, che è suonata come una doccia fredda per molti dei vescovi italiani radunati in Vaticano per l’Assemblea Generale della Cei.

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NUOVA RUBRICA. GIACOMETO. Piccola teologia veneta. “Giacometo viene presentato”

Don Angelo (inventore di Giacometo) nei momenti di vita quotidiana, in famiglia con il fratello Albino (testimonianza di Giorgio Bertolin)

Il rapporto tra lo zio don Angelo e suo fratello Albino, mio padre, era caratterizzato da una composta cordialità. Condivisero solo la prima fanciullezza, poi le loro vite presero strade molto diverse: lo zio all’età di dieci anni iniziò il suo percorso di studi in Seminario, mio padre, due anni più giovane, continuò per tutta la vita nel duro lavoro di piccolo agricoltore. I contatti tra i due fratelli non erano molti, recarsi a Tencarola, da quando don Angelo si insediò come Parroco, era difficile: si doveva andare, da Caltana, in bicicletta fino a Ponte di Brenta, per poi proseguire con l’autobus.

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Da Giuseppe Aloisi. “Ora i vescovi africani invitano i migranti a restare in Africa”

Un documento ufficiale dei vescovi africani consiglia a coloro che vorrebbero migrare di restare nelle loro nazioni di provenienza.

I presuli di quelle nazioni, quelle abbandonate da tanti giovani che cercano fortuna e futuro in Europa, nutrono preoccupazioni lampanti per quello che sta accadendo. L’ennesima conferma è arrivata in queste ore, con le numerose firme poste sotto a un documento ufficiale, stilato al termine di un’assemblea plenaria, che sollecita le persone che manifestano una volontà di andarsene a non intraprendere un’Odissea rischiosa. Quella che non di tado termina con un naufragio fisico ed esistenziale.

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Pecorelle e Pastore. “Accogli l’islam e poi muori…” (senza strumentalizzazioni politiche, per favore)

Pecorella: Caro Pastore, i fatti pasquali in Sri Lanka (terroristi islamici che si fanno esplodere in chiesa e in hotel contro la comunità cristiana) ci riporta alla vexata quaestio: siamo di fronte ad un problema dovuto ad una frangia di esaltati o ad una guerra di religione?

Pastore: Certamente non si tratta solo di una frangia di esaltati. Lo dimostra chiaramente il fatto che senza l’impegno e il sangue dei nostri avi a Poitiers (732), Lepanto (1571) e Vienna (1683) tutti gli europei in seguito sarebbero già nati musulmani.

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Da “Il Timone”. “Il voto cattolico”

L’elettore cattolico per orientarsi in un panorama politico piuttosto difficile ha alcuni elementi che possono aiutarlo a scegliere. Prima però ci sia permesso esprimere una considerazione, anche banale: questa Unione Europea, concretizzata nelle attuali modalità con cui opera e si autodefinisce, costruite intorno ad alcuni Regolamenti e Trattati, non è un dogma di fede e se ne può discutere. Ogni elettore avrà maturato le sue opinioni.

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