image_pdf

Un libro per informarsi e riflettere: “Licenza di uccidere. La legalizzazione dell’eutanasia in Italia”

Sono state depositate in Parlamento diversi disegni di legge sul cosiddetto fine-vita. Di fronte alla malattia e alla vecchiaia ciò che conta davvero è decidere da soli quello che dovrà succedere? Il Parlamento con la legge 219/2017 sulle disposizioni anticipate di trattamento ha garantito nuovi diritti, in modo che nessuno possa decidere per noi e la nostra dignità sia garantita in ogni situazione?
Queste pagine tentano di dimostrare che i disegni di legge appena depositati e la legge 219/2017 stanno introducendo l’opposto di quanto ufficialmente dichiarato, l’opposto dell’autodeterminazione e della dignità.
Sarà di nuovo possibile un altro “Caso Englaro”? Cosa sarebbe successo ad Alfie Evans con questa legge? Il processo per il suicidio di DJ Fabo renderà i medici degli assassini per legge? E soprattutto, il Parlamento, concedendo una “licenza di uccidere” in certi casi, non avrà mica pensato a ciascuno di noi, diventati vecchi e malati? Come ci difenderemo? Chi ci aiuterà? Forse è meglio iniziare ad informarsi.

Continua a leggere

Da Il Timone. “Tafida non deve morire. È il suo miglior interesse”

Abituiamoci. La fabbrica del best interest ne sfornerà altri e altri ancora perché ciò che vuole è poter uccidere senza clamori mediatici. Più ce ne sono più sarà normale. Non si sono ancora spente le sirene sulla morte del disabile Vincent Lambert che dall’Inghilterra una nuova storia torna a interrogare le coscienze. Stavolta è una bambina, come Charlie Gard, come Alfie Evans e si chiama Tafida Raqeeb. È ricoverata al Royal London Hospital e la sua condizione è quella del coma. Dunque, non siamo nemmeno in presenza di uno stato cosiddetto vegetativo e nemmeno di una grave disabilità. Ma siamo in presenza di una forma ancora acuta a seguito di un trauma cerebrale che l’ha colpita alcuni mesi fa.

Continua a leggere

Incomparabile sofferenza

Mi sono chiesto: da uomo, da cristiano, da sacerdote… è possibile dire una parola non banale a riguardo dell’olandese Noa?

Certamente, un rischio è quello di un giudizio troppo affrettato. Un buonismo a riguardo di se stessi che scivola e sfocia in un’implacabile condanna di fronte al suo gesto.

Si dimenticherebbe allora che la vita riserva anche situazioni, momenti, legami viscerali morbosi che si trasformano in uno zaino troppo pesante da portare. Un fardello sulle spalle che solo ti ribalta a terra e non sembra lasciarti possibilità di scampo.

Un tunnel che appare senza speranza e senza uscita, soprattutto.

Continua a leggere

Dal Corriere della Sera: Noa Pothoven a 17 anni ottiene di morire dopo essere stata violentata

La ragazza ha chiesto e ottenuto di morire. La legge olandese lo consente. Era stata violentata da bambina. In un post il messaggio di addio.

Noa Pothoven aveva 17 anni e ha scelto di morire, a casa sua, il soggiorno trasformato in un letto di ospedale. La sua storia arriva da Arnhem, nei Paesi Bassi.

Da “Il Foglio”. Eutanasia su una minorenne depressa. È il Mondo Nuovo della morte on demand

Una ragazza olandese di 17 anni, Noa Pothoven, ha ottenuto l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi, a seguito di una violenza sessuale subita all’età di 11 anni. La giovane è morta domenica in casa, ad Arnhem, dopo aver pubblicato su Instagram l’ultimo post: una foto e le parole “con amore, Noa”.

Continua a leggere

Da Raffaella Frullone (Il Timone). “Protocollo di morte interrotto, Vincent vive!”

«La Francia deve rispettare la decisione del Comitato dell’Onu per i diritti delle persone con disabilità! Questo significa che da ora l’alimentazione e l’idratazione di Vincent devono essere ripristinate senza indugio! È un’immensa vittoria!». Jean Paillot, avvocato dei genitori di Vincent, non riesce a trattenere l’emozione quando, verso le 22.40 di ieri, giorno in cui tutto sembrava perduto, annuncia la decisione della Corte d’Appello di Parigi di fronte alle centinaia di persone radunate a pochi passi dall’Eliseo a sostegno di Vincent. Sperando contro ogni speranza.

Continua a leggere

Un crimine vergognoso e un video straziante

Le ultime parole della madre a Vincent Lambert

A quest'uomo lo Stato sta per sospendere le cure: ossia, quest'uomo sta venendo messo a morte in ospedale.Queste sono le ultime parole della madre, che – ci dicono – è stata fatta sgombrare dalla stanza.Come visibile, Vincent Lambert è cosciente. Al punto di piangere.Il video è di Valeur Actuelles. Abbiamo sottotitolato.

Pubblicato da Renovatio 21 su Lunedì 20 maggio 2019

 

È partita la macchina della morte, è stata avviata la procedura di soppressione per fame e per sete di Vincent Lambert la cui unica colpa è quella di essere tetraplegico.

Divulgato il video girato ieri pomeriggio nella stanza del CHU di Reims, in cui si vede chiaramente Vincent piangere.