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www.bearzi.it – Seminario: Facciamo chiarezza: chi controlla le saldature?

Il contesto industriale e normativo, le qualifiche e le certificazioni disponibili

Udine, 15 ottobre 2018
ore 15 – 18
c/o Istituto Salesiano G. Bearzi – Via Don Bosco, 2

http://www.bearzi.it

 

Ingresso gratuito previa iscrizione

La figura dell’ispettore di saldatura ha da sempre rivestito un ruolo determinante nelle fasi di fabbricazione, con il compito di verificare la qualità del prodotto realizzato.
Questo ruolo si interseca con quello di altre figure, altrettanto importanti, tra cui gli addetti alle prove non distruttive, i coordinatori di saldatura e tutte le figure coinvolte nel controllo qualità e quality assurance. Da sempre attento alle esigenze del mondo della fabbricazione, l’Istituto Internazionale della Saldatura (IIW, di cui IIS è membro fondatore) ha recentemente aggiornato i regolamenti internazionali per la qualificazione degli ispettori, rendendoli più flessibili e maggiormente coerenti con le esigenze applicative. Si tratta di importanti novità, che rischiano tuttavia di disorientare parte degli addetti ai lavori.
IIS ha approntato una serie di seminari, a partecipazione gratuita, per fare chiarezza ed offrire a tutti gli interessati le informazioni necessarie per individuare il livello e la tipologia di qualificazione più coerenti con le esigenze di ispezione, confrontandole anche gli altri schemi esistenti. I partecipanti registrati riceveranno una copia di un documento presentato recentemente sull’argomento all’ultima edizione delle GNS e potranno, in caso di iscrizione ad uno dei corsi per Ispettori, avere accesso all’iscrizione gratuita alla COMMUNITY IIS Liv. Premium per l’anno in corso.

MODULO DI ADESIONE ALL’INCONTRO

LA TEORIA PER IL SALDATORE
Un’occasione unica per partecipare ad un seminario che aiuterà gli addetti ai lavori a crescere professionalmente ed acquisire inaspettati strumenti di conoscenza.

Il seminario, già collaudato con successo nell’organizzazione di EsseBi Welding, che ha chiamato gli esperti tecnici dell’Istituto Italiano della Saldatura a tenere le lezioni, si avvicina sempre di più ai territori locali per dare le più ampie possibilità di partecipazione.
Lo scopo del seminario è quello di fornire gli strumenti primari adeguati al saldatore per poter gestire, interpretare ed utilizzare i documenti e le informazioni che giungono in produzione.
Un fondamentale strumento di comunicazione tra la produzione e l’ufficio tecnico. La chiave di lettura degli argomenti trattati nel seminario è essenzialmente rivolta all’attività di produzione. Tutto questo per costruire un profilo tecnico adeguato alla figura del saldatore al quale sempre più spesso sono richieste capacità di interpretazione dei disegni, delle quotature dei giunti saldati, capacità di distinguere ed interpretare un’imperfezione ed eventualmente segnalare eventuali anomalie alle figure responsabili; e inoltre per imparare ad utilizzare un linguaggio tecnico appropriato riferendosi ai corretti riferimenti normativi applicabili.
Il seminario, con un prezzo accessibile e la presenza di tecnici altamente qualificati, costituisce un’ottima occasione per aumentare la propria conoscenza tecnica in un settore nel quale sempre più spinta è la richiesta di specializzazione.
Per permettere una più agevole partecipazione, il seminario si svolgerà sempre al sabato.
Segui la programmazione con date e luoghi degli altri seminari su www.iis.it, su Facebook o su Linkedin.

Iscrizioni e Informazioni
La quota d’iscrizione è di € 85,00 + IVA 22%.
Per i membri della Community IIS Liv. Standard la quota è scontata del 20%.
Per i membri della Community IIS Liv. Premium la quota è scontata del 50%.
La quota comprende il caffè di benvenuto, il pranzo a buffet e l’attestato di partecipazione
nominativo.
Per partecipare, inviare la scheda d’iscrizione compilata in ogni parte (con comprovante di
avvenuto pagamento) all’indirizzo Email riportato sulla stessa.
Il pagamento della quota può essere effettuato tramite (indicare la scelta):
□ Bonifico bancario intestato a Istituto Italiano
della Saldatura c/o Banca Passadore Spa
C. IBAN IT07E0333201405000001223415
(causale «seminario teoria saldatori»)
□ Assegno Bancario intestato a Istituto Italiano della Saldatura
Eventuali disdette dovranno essere comunicate all’Organizzazione Manifestazioni Tecniche
IIS tempestivamente. E’ ammessa la sostituzione del partecipante con altro della stessa
azienda, in qualsiasi momento previa segnalazione a manifestazioni@iis.it.

Per informazioni:

ivana.limardo@iis.it – Tel. 0108341373

Sede e data di svolgimento
• Sabato 06.10.2018 : Udine, Istituto Salesiano G. Bearzi, Via Don Bosco, 2

Programma
Ore 8 – 8,50: check-in e caffè di benvenuto

Ore 09 – 12,30:
• Come leggere una WPS
• Tipologia di preparazioni e di giunti
• I difetti in saldatura: classificazioni
ed accettabilità
• Il patentino di saldatura e il
diploma di saldatura

Ore 12,30 – 13,30: pausa pranzo

Ore 13,30 – 17,00:
• Cosa significa eseguire una
saldatura certificata?
• Rappresentazione e simbologia
delle saldature nei disegni
• I protagonisti della saldatura: il
saldatore, il coordinatore di
saldatura, l’ispettore di saldatura e
l’operatore controlli non distruttivi
• Dibattito finale.
Alla fine del seminario saranno consegnati
gli attestati di partecipazione.

MODULO ISCRIZIONE


Salesiani Udine. “La voce del Bearzi” di maggio 2018

Dopo anni d’amicizia accade di dirsi: “che bella coincidenza esserci incontrati!”. La stessa cosa la affermiamo degli snodi, talvolta piacevoli talora tristi, della vita: “se durante quel viaggio in treno non mi avessero detto di quell’università, non l’avrei mai frequentata…”, “se non avessi fatto quell’incidente non ti avrei mai conosciuto”, e così  via. Se così fosse, noi  non saremmo altro che il frutto di una serie di casualità dinanzi alle quali alla libertà non rimane altro che arrendersi. Invece siamo molto di più di tutto ciò.

La coincidenza è la congiunzione accidentale di due avvenimenti che, urtandosi, generano un evento nuovo, inaspettato e senza apparente connessione causale. Quando questo avviene, si diffonde uno strano profumo e sorge imperioso , un dubbio: “Ma sarà proprio un caso quello che mi accade?”. E iniziamo a sospettare che vi sia, da qualche parte, un canovaccio che proprio la coincidenza svela e che l’uomo può, se lo accoglie, interpretare sul palco del mondo.

È forse stato il frutto di un caso l’incontro di don Bosco con il primo ragazzo dell’oratorio? È forse una pura coincidenza incrociare uno sguardo capace di scaldarti il tuo cuore? È forse una semplice fatalità l’incontro con un libro in grado di salvarti la vita? Se anche fosse, non possiamo nasconderci che le coincidenze sprigionano un profumo tale da ipotizzare che ‘ci sia qualcosa sotto’. Le coincidenze sembrano rimandare a qualcosa di inafferrabile e allo stesso tempo a qualcosa che ha il sapore delle cose ordinate, a un disegno che un Artista, sta stendendo sulla tela della storia. Se così fosse, relegare le coincidenze a circostanze fortuite sarebbe banalizzare il progetto di un solerte Artigiano che lavora nel silenzio dietro le quinte dei secoli per realizzare le sue opere. Coglierne, invece, il valore profondo significa conferire alla vita la dignità che le spetta.
Ci sono coincidenze ‘veloci’, che subito ti inzuppano il cuore con il loro profumo e coincidenze cucite pazientemente, pronte a vestirti nei giorni di freddo.
Un po’ come l’amore: esiste il colpo di fulmine, ma anche il lungo corteggiamento, fatto di piccoli segni, che quando esplode ti travolge di amore e passione.

La coincidenza alle volte è un punto esclamativo, altre volte solo una virgola che lascia intuire che non tutto è compiuto; a volte un punto e virgola che fa prendere fiato, altre volte un punto definitivo da cui sgorga una libertà inaspettata. Molte volte un punto interrogativo. Con la forza della fede, credo che le coincidenze siano dei ricami da sempre compiuti, sulla tela del tempo, dal quel Sarto che dall’eternità tesse amorosamente ogni stagione. L’anima navigata sa dare un nome ad ogni punto d’ago, agli strappi, ai tagli, alle cuciture e alla stoffa stessa.

Sminuire quel profumo significa non saper cogliere la mano, talvolta bizzarra, di Dio sull’ordito e sulla trama della
storia. La coincidenza è l’ultimo atto di un sogno rubato alla banalità del caso. È un chiodo piantato da Dio per farci avanzare verso l’alto. È un dono inatteso, inaspettato, gratuito, uno svincolo di futuro capace di stupire e meravigliare. È un mistero incomprensibile che posso cominciare ad afferrare solo nel momento in cui accetto che nulla sia un caso.

Solo in questo modo la coincidenza rivela un significato per la mia vita. Diversamente, nulla di ciò che mi accade ha un senso.
Considerare la coincidenza semplicemente una casualità significa defraudarla del suo peso specifico rendendola insipida. Darle credito permette di sentirsi dire: “Tu ne vali la pena”. Dobbiamo imparare a catturare l’anima degli avvenimenti, a saper decifrare quell’attimo apparentemente insignificante ma in realtà intriso di senso, di futuro, di promesse.

E se sostituissimo la parola coincidenza con provvidenza? Tu non sei una coincidenza.
Sei provvidenza. Oggi e per sempre.
Amen.

Il profumo delle coincidenze: Editoriale a cura di don Igino Biffi – Direttore Bearzi
Qui l’ultimo numero della VOCE DEL BEARZI. Ben 32 pagine!

Note di dottrina sociale della Chiesa. “Centesimus annus” di san GP II (5a parte)

Soltanto la fede, però, gli rivela pienamente la sua identità vera, e proprio da essa prende avvio la dottrina sociale della Chiesa, la quale, valendosi di tutti gli apporti delle scienze e della filosofia, si propone di assistere l’uomo nel cammino della salvezza…

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In vista delle elezioni del 4 marzo. Note di dottrina sociale della Chiesa. “Centesimus annus” di san GP II

5.

In effetti, per la Chiesa insegnare e diffondere la dottrina sociale appartiene alla sua missione evangelizzatrice e fa parte essenziale del messaggio cristiano, perché tale dottrina ne propone le dirette conseguenze nella vita della società ed inquadra il lavoro quotidiano e le lotte per la giustizia nella testimonianza a Cristo Salvatore. Essa costituisce, altresì, una fonte di unità e di pace dinanzi ai conflitti che inevitabilmente insorgono nel settore economico-sociale. Diventa in tal modo possibile vivere le nuove situazioni senza avvilire la trascendente dignità della persona umana né in se stessi né negli avversari, ed avviarle a retta soluzione.

Ora, la validità di tale orientamento mi offre, a distanza di cento anni, l’opportunità di dare un contributo all’elaborazione della dottrina sociale cristiana. La «nuova evangelizzazione», di cui il mondo moderno ha urgente necessità e su cui ho più volte insistito, deve annoverare tra le sue componenti essenziali l’annuncio della dottrina sociale della Chiesa, idonea tuttora, come ai tempi di Leone XIII, ad indicare la retta via per rispondere alle grandi sfide dell’età contemporanea, mentre cresce il discredito delle ideologie. Come allora, bisogna ripetere che non c’è vera soluzione della «questione sociale» fuori del Vangelo e che, d’altra parte, le «cose nuove» possono trovare in esso il loro spazio di verità e la dovuta impostazione morale.

 

11.

Altri temi saranno menzionati in seguito nell’esaminare taluni aspetti della realtà contemporanea; ma occorre tener presente fin d’ora che ciò che fa da trama e, in certo modo, da guida all’Enciclica ed a tutta la dottrina sociale della Chiesa, è la corretta concezione della persona umana e del suo valore unico, in quanto «l’uomo … in terra è la sola creatura che Dio abbia voluto per se stessa». In lui ha scolpito la sua immagine e somiglianza (cf Gn 1,26), conferendogli una dignità incomparabile, sulla quale più volte insiste l’Enciclica. In effetti, al di là dei diritti che l’uomo acquista col proprio lavoro, esistono diritti che non sono il corrispettivo di nessuna opera da lui prestata, ma che derivano dall’essenziale sua dignità di persona.

 

13.

L’uomo, infatti, privo di qualcosa che possa «dir suo» e della possibilità di guadagnarsi da vivere con la sua iniziativa, viene a dipendere dalla macchina sociale e da coloro che la controllano: il che gli rende molto più difficile riconoscere la sua dignità di persona ed inceppa il cammino per la costituzione di un’autentica comunità umana.

Al contrario, dalla concezione cristiana della persona segue necessariamente una visione giusta della società. Secondo la Rerum novarum e tutta la dottrina sociale della Chiesa, la socialità dell’uomo non si esaurisce nello Stato, ma si realizza in diversi gruppi intermedi, cominciando dalla famiglia fino ai gruppi economici, sociali, politici e culturali che, provenienti dalla stessa natura umana, hanno — sempre dentro il bene comune — la loro propria autonomia. È quello che ho chiamato la «soggettività» della società che, insieme alla soggettività dell’individuo, è stata annullata dal «socialismo reale».

Se ci si domanda poi donde nasca quell’errata concezione della natura della persona e della «soggettività» della società, bisogna rispondere che la prima causa è l’ateismo. È nella risposta all’appello di Dio, contenuto nell’essere delle cose, che l’uomo diventa consapevole della sua trascendente dignità. Ogni uomo deve dare questa risposta, nella quale consiste il culmine della sua umanità, e nessun meccanismo sociale o soggetto collettivo può sostituirlo. La negazione di Dio priva la persona del suo fondamento e, di conseguenza, induce a riorganizzare l’ordine sociale prescindendo dalla dignità e responsabilità della persona.

L’ateismo di cui si parla, del resto, è strettamente connesso col razionalismo illuministico, che concepisce la realtà umana e sociale in modo meccanicistico. Si negano in tal modo l’intuizione ultima circa la vera grandezza dell’uomo, la sua trascendenza rispetto al mondo delle cose, la contraddizione ch’egli avverte nel suo cuore tra il desiderio di una pienezza di bene e la propria inadeguatezza a conseguirlo e, soprattutto, il bisogno di salvezza che ne deriva.

La Scuola Paritaria secondo Valeria Fedeli

“Dopo 17 anni è venuto il momento di iniziare a fare sul serio sul pluralismo formativo”. Con questo annuncio collegato alla notizia di aver costituito un gruppo di lavoro che dovrà definire il costo standard per l’istruzione di ogni alunno la Responsabile del Dicastero dell’Istruzione Valeria Fedeli ha informato il mondo della Scuola Pubblica Paritaria pervenuto al Cattolica Center di Verona per la convention “Esserci per educare” sabato 25 Novembre.

Non si è sottratta al dibattito quando abbiamo toccato i temi da noi elaborati nel manifesto “Autonomia, parità e libertà di educazione” che proprio in uno dei punti elencati cita la quota capitaria come uno degli strumenti possibili (noi preferiamo che siano molteplici) per raggiungere il traguardo europeo della piena parità scolastica.

Popolare perché aperta a tutti, di qualità perché attenta ad ogni singolo allievo, equa nell’accogliere chiunque la voglia scegliere, la Scuola non statale attende da 17 anni quel riconoscimento che forze politiche, culturali e sindacali gli hanno fino ad ora ostinatamente ed ideologicamente precluso.

Lo stesso sindacato da cui la Ministra proviene e che orgogliosamente rivendica come una delle sue più importanti esperienze lavorative di vita, ha più volte tuonato contro i contributi statali alle Scuole pubbliche paritarie vedi l’ultimo esempio dei Pon.

Non si è sottratta nemmeno al confronto con il Cardinal Bassetti, Presidente della Cei, sull’importanza di rafforzare il patto scuola-famiglia e Chiesa, riconoscendo ai genitori la primaria responsabilità educativa dei giovani ed il servizio pubblico che le nostre scuole svolgono sul territorio.

Molte le nostre richieste: la detraibilità delle spese scolastiche (oggi prevista in una misura pressoché insignificante), dal diritto allo studio al buono scuola, dal sostegno agli alunni disabili (oggi largamente insufficiente), dalla parità di accesso alle iniziative di sistema, alla formazione iniziale dei docenti, dalla definizione del costo standard, per concludere con la garanzia che gli insegnanti possano scegliere di lavorare nella scuola paritaria senza penalizzazioni. Anche la formazione professionale ha stigmatizzato che “il sistema duale attende di essere stabilizzato”.

Ha promesso di operare perché il ruolo delle paritarie sia riconosciuto negli investimenti (udite udite anche per l’edilizia scolastica) e ha affermato che quest’anno il governo vuol destinare 250 milioni di euro per le scuole dell’infanzia.

La scelta della Ministra è quindi ricaduta sul dare vita ad un gruppo di lavoro per individuare il costo standard, presieduto dall’ex Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer.

Per noi una garanzia. Chi come lui ha avuto l’ardire di sfidare il suo partito, larga parte del Parlamento e le forze culturali contrarie, ancora oggi, al pluralismo scolastico e di far votare nel marzo del 2000 la legge 62 non può che essere il miglior garante di lavoro buono e risultato equo sulla strada del raggiungimento di una piena parità scolastica in Italia. Finalmente come in larga parte del mondo.

E’ curioso che a provare a rimuovere gli ostacoli per una vera libertà di educazione e di insegnamento in Italia siano un esponente dell’ex partito comunista italiano ed una Ministra ex- sindacalista della Cgil, oggi schierati in maniera illuminata a favore del pluralismo educativo nel campo dell’istruzione e della formazione, nel segno della sussidiarietà tra Stato e società civile.

Per dirla alla Papa Francesco siamo certamente in un cambiamento d’epoca.

Forse i due avvertono più di altri quanto detto da Papa Bergoglio nell’omelia del 23 novembre a Santa Marta contro le colonizzazioni ideologiche ricordando le dittature del secolo scorso in Europa: “ Con un regime la società subisce gravissime conseguenze: si toglie la libertà, si decostruisce la storia, la memoria del popolo e si impone un sistema educativo ai giovani. Le differenze e la storia vengono cancellate e persecuzioni e minacce hanno inizio. La memoria è quella che ci aiuta a vincere ogni sistema educativo perverso”.

Don Bosco, don Sturzo e don Milani in Paradiso si staranno dando un cinque.

Viva il pluralismo scolastico purché sia vero pluralismo e finalmente “per sempre”.

Roberto Gontero – Presidente nazionale AGeSC

 

Fonte: http://www.agesc.it/associazione/editoriali/2017/11/29/viva-il-pluralismo-scolastico-purch%C3%A9-sia-vero-pluralismo-e-finalmente-per-sempre

 

Si veda anche: http://www.agesc.it/rassegna-stampa/parit%C3%A0-scolastica/paritarie-fedeli-apre-sul-costo-standard

Creature e Creatore. 8. Maria faceva la zuppa?

E’ stata davvero una giornata intensa, una come tutte le altre. Pratiche un po’ difficili da sbrigare in ufficio; poi di corsa, e senza pranzo naturalmente! a scuola per l’incontro con i genitori e i maestri (ma perché la tirano così lunga?); via veloce per uscire dal parcheggio prima di tutti per andare a prendere i bambini dai nonni: col motore acceso spalanco il garage e caccio un urlo di richiamo e mio papà rincorre i nipotini per salutarci e dirmi con parole e gesti di andare piano; supersonica sosta al supermercato (latte, ricotta, formaggio fresco filante quello dell’altopiano, prosciutto crudo e cotto, ah, la cosa più importante: la base per la pizza); su di corsa, toglietevi le scarpe, lavatevi le mani, mettete gli zaini in camera vostra e non qui in mezzo, per favore dà una occhiata alle operazioni di tua sorella, non litigate e lasciate stare la gatta che io devo preparare la cena. Il forno è acceso, la base stesa sulla teglia, i pelati (non dirmi che non ho i pelati!!), Mamma aiutami a far presto e bene; inforno e vedo con sorpesa che sono nei miei tempi e che per le otto sarà in tavola, come tutte le sere.

Sorrido a Maria: grazie perchè anche questa volta hai guidato le mie mani.

Sono matta? Forse. Questo rivolgermi a Maria nelle mie faccende quotidiane è cominciato da non molto, a dire il vero. Un pomeriggio racconto a Mia Madre (suor Francesca) le mie fatiche di mamma lavoratrice casalinga e lei, con sapiente semplicità, mi illustra la giornata di Maria: anche lei cuciva le vestine, riassettava la cucina e la casa, preparava la zuppa. E sì, faceva proprio la mamma per quel Bambino così normale e speciale….e lo vedeva crescere in grazia e sapienza ……e serbava tutto nel suo cuore… Nella mia ignoranza spirituale non avevo mai pensato a questa quotidianità di Maria: Lei celeste creatura era dall’alto degli altari e del cielo.

Mia Madre mi chiamava spesso la sera, quando era un momento libera dagli impegni con la comunità, e per me corrispondeva all’ora in cui preparavo la cena. Mettevo in vivavoce e le raccontavo la mia giornata, le mie cose, i miei pensieri e una sera le dicevo del mio dispiacere di non riuscire a pregare, non ne avevo davvero il tempo.

Lei mi chiede cosa stessi facendo in quel momento. – “Il risotto per i miei bambini” – “Bene, e allora lei sta pregando. Non creda che per Maria accudire al suo Bambino non fosse preghiera? Lo faceva con amore perfetto. Quando si fanno le cose con amore, si prega. E adesso continui a mescolare quel suo risotto e chiami accanto a sè i suoi bambini e raccontatevi un po’ di cose.”

Da quella volta ho iniziato a chiedere l’aiuto alla Mia Mamma Celeste per i risotti, per i pranzi di Natale e Pasqua, per le feste di compleanno, per tutte le incombenze della casa e della mia vita. E Lei, donna concreta, attuale e presente, mi ha sempre aiutata, talvolta in modo incredibile e “impossibile”. E io, nei miei momenti di silenziosa preghiera, quando la penso,  la “vedo” nella sua casa, mentre prepara una fumante  zuppa per il Suo Gesù che sta giocando per terra con gli animaletti di terracotta.

Una volta “Famiglia cristiana” era anche cattolica… Adesso… (n.2)

«L’Europa non è perduta, ma bisogna sognarla con coraggio. Altrimenti appassiremo dietro i muri e nelle paure» (card. Bassetti). Io chiedo: Ma del traffico infame di persone non ne parla nessuno? Del parassitismo degli immigrati che pretendono solo diritti e non sono disposti ad alcun dovere? La vera storia dei crociati è solo in mano alle università comuniste (come nell’articolo sotto, che non parla della demenziale violenza di Maometto)?

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