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COME SOSTENERE LA SCUOLA DEI BAMBINI/E SORDI/E DI PAOLO VI A BETLEMME


Un gesto concreto di solidarietà per celebrare la canonizzazione di Paolo VI, il primo Papa pellegrino in Terra Santa che a Betlemme nel 1964 volle si realizzasse un istituto pontificio specializzato nell’educazione e nella riabilitazione audiofonetica di bambine sorde. La scuola Effetà da quasi 50 anni accoglie ogni giorno oltre centosessanta bambine di varie religione e di diverse zone della Palestina. Ad Effetà entrano bambine sorde, isolate, emarginate ed escono ragazze autonome, capaci di relazionarsi con la società ed affrontare coraggiosamente il futuro. “Avvenire” insieme con la Fondazione Giovanni Paolo II invitano ad aiutare le bambine di Betlemme in ricordo di Paolo VI. È possibile sostenere le ragazze di Effetà attraverso:

– Bonifico bancario intestato a Fondazione Giovanni Paolo II utilizzando il seguente Iban IT04I0539005458000000092116 (ricorda di inserire anche il tuo indirizzo nel campo causale)
– Bollettino su conto corrente postale n. 95695854 intestato a Fondazione Giovanni Paolo II, via Roma, 3 – 52015 Pratovecchio Stia (AR). Causale: “Per i bambini di Effetà Betlemme”
– Carta di credito o PayPal sul sito www.sostienieffeta.org

Fai un gesto di solidarietà con la tua parrocchia o associazione, con i tuoi familiari o amici. Facendo una donazione hai diritto alle agevolazioni fiscali previste dalla legge. I dati saranno trattati ai sensi dell’art. 13, Regolamento Europeo 679/2016 (c.d. “GDPR”).

Buona domenica di Gioia incontenibile!!!

  1. Consacrazione dallo Spirito di Dio (Ne sono consapevole in tutte le mie fibre? Guardandomi allo specchio cosa vedo?)
  2. Missione e insieme santità (Quale è la mia?)
  3. Gioia piena, nuziale: Dio mi sceglie, mi aspetta, mi ama (Dall’innamoramento di fuoco iniziale; alla scelta tramite il fidanzamento; al matrimonio che trasferisce pienamente nella famiglia di Dio la famiglia che viene creata; alla maturità, in cui scegliersi ogni giorno; al tempo della saggezza, in cui basta uno sguardo). Anche nelle possibili ferite.

 

  1. «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
  2. «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo»: il Salvatore è venuto e viene (sappiamo già che verrà).

 

La vocazione cristiana è una vocazione ad un gaudio essenziale per chi l’accoglie. Il cristianesimo è fortuna, è pienezza, è felicità. Possiamo dire di più: è una beatitudine che non si smentisce; il cristiano è eletto ad una felicità, che non ha altra sorgente più autentica. Il Vangelo è una «buona novella», è un regno nel quale la letizia non può mancare. Un cristiano, invincibilmente triste, non è autenticamente cristiano. Noi siamo chiamati a vivere ed a testimoniare questo clima di vita nuova, alimentato da un gaudio trascendente, che il dolore e le sofferenze d’ogni genere della nostra presente esistenza non possono soffocare, sì bene provocare a simultanea e a vittoriosa espressione.

Papa Paolo VI, Discorso all’udienza generale del 4 gennaio 1978