image_pdf

Scambio ammirevole

Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

 

Dal vangelo secondo Luca

 

 

Don Tonino Bello:

E ora vogliamo chiedere perdono se, come Chiesa, qualche volta abbiamo disatteso il tuo stile: soprattutto quando non abbiamo testimoniato la reciprocità. Abbiamo giudicato i “barbari” costituzionalmente incapaci di poterci offrire qualcosa che noi non avessimo già. Abbiamo rifiutato il baratto con le culture altre. Abbiamo trascurato la trattativa con il diverso. Ci è sfuggito di mente quel vocabolo di sapore volutamene mercantile con il quale i testi liturgici hanno l’audacia di designare il mistero dell’incarnazione: “commercium”, ovvero “admirabile commercium“, scambio ammirevole.
Insomma talvolta abbiamo preteso di dare soltanto, senza accogliere nulla, per non contaminare la nostra aristocrazia puritana. Ha resistito in noi una pregiudiziale di superiorità. Ci siamo dimenticati che il dono unilaterale è la forma più sottile di potere. Ci siamo illusi che per essere missionari sia sufficiente trasportare battesimi, teologia, civiltà. E cinquecento anni fa, mentre i conquistatori, le cui spade non abbiamo avuto sufficiente coraggio di maledire, mettevano nelle loro bisacce oro e ricchezza, noi come Chiesa non abbiamo saputo mettere nella nostra bisaccia neppure un frusto di anima Amerinda, dopo averne data tanta della nostra.

Prepariamoci alla Prima Giornata Mondiale dei Poveri: 19 novembre 2017

Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno sarà il 19 novembre, XXXIII domenica del Tempo Ordinario, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. Potranno poi invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia di questa domenica, in modo tale che risulti ancora più autentica la celebrazione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la domenica successiva. La regalità di Cristo, infatti, emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l’Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell’amore di Dio. Il suo abbandonarsi completamente al Padre, mentre esprime la sua povertà totale, rende evidente la potenza di questo Amore, che lo risuscita a vita nuova nel giorno di Pasqua.
Continua a leggere