Ciao

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Ti saluto

e rimani nel cuore.

Parti ricolmo

o svuotato nell’intimo?

Che dolore vederti raggomitolato

di fronte alla domanda

banale/cruciale:

il momento più bello?

Ti assicuro che cambierai…

e mi chiedi cosa significhi.

Forse allora è vero che solo

l’artista, il poeta…il santo

possono risuonare con te.

Il buon Dio ti benedica.

E i tuoi veri Maestri ti guidino.

Da Nuova Bussola Quotidiana. A Dio Sgreccia, padre della bioetica cristiana

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Convinto assertore della necessità dell’incontro tra etica e scienza, il cardinale Elio Sgreccia, morto ieri a 91 anni, ha dedicato la sua vita a difendere l’idea dell’oggettività dell’essere umano. Teologo e presidente della Pontificia Accademia per la Vita, è stato una colonna della bioetica cristiana nell’ambito del rapporto con il diritto: aborto, eutanasia, fecondazione assistita, sperimentazione sull’uomo, biotecnologie. Il suo ultimo appello per Charlie Gard.

È venuto a mancare alla vigilia del suo 91esimo compleanno, il card. Elio Sgreccia. Una vita spesa per la bioetica, è morto nella sua casa di Roma stamattina. Teologo, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, aveva proseguito la sua attività in favore della vita dal concepimento alla morte naturale fino all’ultimo, partecipando in qualità di presidente agli incontri della Fondazione Ut Vita Habeant. Nato ad Arcevia, in provincia di Ancona, da una famiglia di contadini, Sgreccia si fece conoscere ed amare dai suoi studenti sin dagli anni Settanta, in qualità di assistente spirituale alla facoltà di medicina e chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

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La Messa Mistero nuziale. 8. Dal grande dramma alla suprema gioia

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Il terzo aspetto essenziale del rito giudaico in famiglia è che costituiva un banchetto sacrificale. Abbiamo già visto che probabilmente al tempo di Mosè era l’unico sacrificio nel quale l’Israelita si faceva commensale di Dio per cer­care una comunione vitale con Lui – brama e speranza che si realizza soltanto nell’Eucarestia cristiana.

Questo pasto, di fatto, era già un sacrificio prima di Mosè. Lo era per Abramo, nomade del deserto, pellegrino verso la terra che Dio gli aveva comandato di cercare. Lo era ancora prima, quando era il rito delle tribù di Canaan, da cui Abramo lo assunse. Anche questa gente, povera e senza cultura, che viveva – priva di una fede chiara – «nell’ombra della morte»spirituale, riusciva ad intuire la necessità di of­frire un sacrificio di omaggio a una Divinità ignota.

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Incomparabile sofferenza

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Mi sono chiesto: da uomo, da cristiano, da sacerdote… è possibile dire una parola non banale a riguardo dell’olandese Noa?

Certamente, un rischio è quello di un giudizio troppo affrettato. Un buonismo a riguardo di se stessi che scivola e sfocia in un’implacabile condanna di fronte al suo gesto.

Si dimenticherebbe allora che la vita riserva anche situazioni, momenti, legami viscerali morbosi che si trasformano in uno zaino troppo pesante da portare. Un fardello sulle spalle che solo ti ribalta a terra e non sembra lasciarti possibilità di scampo.

Un tunnel che appare senza speranza e senza uscita, soprattutto.

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Dal Corriere della Sera: Noa Pothoven a 17 anni ottiene di morire dopo essere stata violentata

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La ragazza ha chiesto e ottenuto di morire. La legge olandese lo consente. Era stata violentata da bambina. In un post il messaggio di addio.

Noa Pothoven aveva 17 anni e ha scelto di morire, a casa sua, il soggiorno trasformato in un letto di ospedale. La sua storia arriva da Arnhem, nei Paesi Bassi.

Da “Il Foglio”. Eutanasia su una minorenne depressa. È il Mondo Nuovo della morte on demand

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Una ragazza olandese di 17 anni, Noa Pothoven, ha ottenuto l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi, a seguito di una violenza sessuale subita all’età di 11 anni. La giovane è morta domenica in casa, ad Arnhem, dopo aver pubblicato su Instagram l’ultimo post: una foto e le parole “con amore, Noa”.

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Storie di giovani testimoni. Giulia Gabrieli

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Questa è la storia di Giulia Gabrieli, 14 anni, malata di tumore. Sappiate fin da subito che Giulia ce l’ha fatta. È vero, non è guarita: è morta la sera del 19 agosto, a casa sua, nel quartiere di San Tomaso de’ Calvi, a Bergamo, proprio mentre alla Gmg di Madrid si concludeva la Via Crucis dei giovani.
Eppure ce l’ha fatta. Ha trasformato i suoi due anni di malattia in un inno alla vita, in un crescendo spirituale che l’ha portata a dialogare con la sua morte: «Io ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L’importante è che, come dice la beata Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio». Giulia era fatta così: diceva queste cose enormi, che a noi adulti tremolanti sembrano impronunciabili, con la lievità dei suoi 14 anni.
Eppure era una ragazza normale. Anzi, rivendicava spesso la sua normalità: era bella, solare, genuinamente teatrale, amava viaggiare, vestirsi bene e adorava lo shopping. Un’esplosione di raffinata vitalità, che la malattia, misteriosamente, non ha stroncato, ma amplificato.

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La Messa Mistero nuziale. 7.

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Oltre che essere risposta alla Parola salvi­fica di Dio, l’Eucarestia sinagogale era la celebrazione dell’Alleanza con la quale Dio strin­geva a Sé il suo popolo. Trasferito nella nuova Alleanza, tale elemento riceve il suo ultimo perfezionamento nell’Eucarestia cristiana.

Prima di tutto, però, è necessario verificare in cosa consiste il progresso e lo sviluppo del­la nuova Alleanza in confronto alla Vecchia. Già era stato previsto dai Profeti che l’era mes­sianica sarebbe stata caratterizzata da un’inte­riorizzazione dell’Alleanza mosaica. L’apparte­nenza reciproca tra Dio e il suo popolo e i loro mutui rapporti sarebbero stati comandati non da una legge esteriore, ma dalla presenza di una legge ormai scritta nel fondo dei cuori. Geremia annuncia: «Metterò la mia legge nel fondo del loro essere e la scriverò sui loro cuori. E allora sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo». Per Ezechiele, invece, il nuo­vo intimo rapporto fra Dio e il suo popolo sarà l’effetto dell’effusione dello Spirito di Dio nei cuori: «Io metterò il mio Spirito in voi… e voi sarete il mio popolo e Io sarò il vostro Dio».

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Dal Corriere della Sera. “Dante è la nostra identità. Istituiamo la sua Giornata”

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Gli enti che studiano il poeta aderiscono alla proposta del «Corriere» in vista del settecentesimo anniversario della morte nel 2021. Ipotesi: 25 marzo o 8 aprile

Fra un paio di settimane, il 16 giugno, si terrà il Bloomsday, la festa dedicata a Leopold Bloom e al suo creatore, James Joyce. Chiamarla festa è riduttivo, perché l’occasione mette insieme ogni anno letture pubbliche, lezioni, spettacoli, convegni, mostre, appuntamenti conviviali, pranzi, cene e bevute: in onore dell’Ulisse, il capolavoro dello scrittore irlandese, si mobilitano scuole, università, teatri, biblioteche, musei, gallerie, piazze, discoteche, cinema, osterie, ristoranti, caffè, radio, tv e giornali. E non solo a Dublino, la città di Joyce, ma anche a Melbourne, a New York, a Philadelphia, a Szombathely (Ungheria), a Pola (Croazia), a Mosca, a Londra, a Shanghai, a Parigi, a Trieste, dove lo scrittore irlandese ha vissuto diversi anni. C’è da sbizzarrirsi e i fanatici di Joyce si sbizzarriscono. Lasciamo stare che cosa succede a Barcellona (e un po’ ovunque) il 23 aprile, per la Festa mondiale del Libro, voluta dall’Unesco nella data di morte che accomuna tre grandi come Shakespeare, Cervantes e Garcilaso de la Vega.

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La Messa Mistero nuziale. 6. Verso il cuore della Messa

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L’esame che abbiamo fatto delle origini e dello sviluppo dell’Eucarestia nella Chiesa na­scente è stato soltanto un abbozzo. Ma ciò che si è intravisto è sufficiente per permetterci qualche ulteriore riflessione che ci faccia com­prendere meglio la natura e il contenuto del­l’Eucarestia cristiana. Come già affermato al­l’inizio il nostro scopo nell’indagare nella prei­storia del Mistero eucaristico è ben più di una curiosità: è una ricerca che ci deve permettere di cogliere con maggior certezza gli elementi essenziali dell’Eucarestia cristiana. Sono questi che ci interessano di più. Ricerche e considera­zioni collaterali, indubbiamente interessanti – l’Eucarestia è così ricca -, finirebbero per ri­sultare dispersive. Per questo vogliamo evi­denziare gli elementi essenziali dell’Eucarestia sinagogale e vedere come di fatto Gesù li ha trasformati nelle sorgenti della sua ricchezza divina nella nuova Alleanza.

La «berakah», l’Eucarestia della Sinagoga, era innanzitutto la risposta umana del popolo eletto alla Parola salvifica di Dio. Ed ecco la necessità di evidenziare – per quanto possibile nella brevità di questo capitolo – come l’Euca­restia cristiana realizza questo rapporto di Parola e risposta in tutta la sua pienezza divina.

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