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La Messa Mistero nuziale. 10. Gesù banchetto eterno

Il canone romano [Preghiera Eucaristica 1] non contiene il termine «Spirito», nella preghiera appena esaminata. Ma il concetto è ben presente quando si prega di «essere ricolmati di grazia». Del resto è comune trovare negli altri riti della Messa, a questo punto, come equivalente, «ripieni del­lo Spirito Santo» ed espressioni simili.

«Grazia» – com’è noto – significa «dono», é il Dono per eccellenza, il primo Dono agli uomini, è lo Spirito Santo. E’ stata una grave perdita per il pensiero teologico e spirituale degli ultimi secoli l’abitudine di limitare il con­cetto di grazia quasi esclusivamente alla «gra­zia santificante», la quale è solo un effetto del­la grazia prima: il Dono dello Spirito alle no­stre anime. Egli è il dono perfetto, la grazia per eccellenza in forza di cui tutto il resto ci viene donato. Gesù ce lo dice: «De meo accipiet et annuntiabit vobis»: «Egli (che il Padre man­derà in mio nome) riceverà da me e ve Io darà». Vuol dire: «Tutte le ricchezze della Redenzione, tutte le grazie di salvezza, Egli le prenderà da me in quanto Redentore, e le di­stribuirà a voi». Vedete, lo Spirito è il primo dono del Padre e di Gesù a noi, ed è Lui che ci colma delle ricchezze che Gesù ci ha meritato.

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La Messa Mistero nuziale. 7.

Oltre che essere risposta alla Parola salvi­fica di Dio, l’Eucarestia sinagogale era la celebrazione dell’Alleanza con la quale Dio strin­geva a Sé il suo popolo. Trasferito nella nuova Alleanza, tale elemento riceve il suo ultimo perfezionamento nell’Eucarestia cristiana.

Prima di tutto, però, è necessario verificare in cosa consiste il progresso e lo sviluppo del­la nuova Alleanza in confronto alla Vecchia. Già era stato previsto dai Profeti che l’era mes­sianica sarebbe stata caratterizzata da un’inte­riorizzazione dell’Alleanza mosaica. L’apparte­nenza reciproca tra Dio e il suo popolo e i loro mutui rapporti sarebbero stati comandati non da una legge esteriore, ma dalla presenza di una legge ormai scritta nel fondo dei cuori. Geremia annuncia: «Metterò la mia legge nel fondo del loro essere e la scriverò sui loro cuori. E allora sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo». Per Ezechiele, invece, il nuo­vo intimo rapporto fra Dio e il suo popolo sarà l’effetto dell’effusione dello Spirito di Dio nei cuori: «Io metterò il mio Spirito in voi… e voi sarete il mio popolo e Io sarò il vostro Dio».

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