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La Messa Mistero nuziale. 10. Gesù banchetto eterno

Il canone romano [Preghiera Eucaristica 1] non contiene il termine «Spirito», nella preghiera appena esaminata. Ma il concetto è ben presente quando si prega di «essere ricolmati di grazia». Del resto è comune trovare negli altri riti della Messa, a questo punto, come equivalente, «ripieni del­lo Spirito Santo» ed espressioni simili.

«Grazia» – com’è noto – significa «dono», é il Dono per eccellenza, il primo Dono agli uomini, è lo Spirito Santo. E’ stata una grave perdita per il pensiero teologico e spirituale degli ultimi secoli l’abitudine di limitare il con­cetto di grazia quasi esclusivamente alla «gra­zia santificante», la quale è solo un effetto del­la grazia prima: il Dono dello Spirito alle no­stre anime. Egli è il dono perfetto, la grazia per eccellenza in forza di cui tutto il resto ci viene donato. Gesù ce lo dice: «De meo accipiet et annuntiabit vobis»: «Egli (che il Padre man­derà in mio nome) riceverà da me e ve Io darà». Vuol dire: «Tutte le ricchezze della Redenzione, tutte le grazie di salvezza, Egli le prenderà da me in quanto Redentore, e le di­stribuirà a voi». Vedete, lo Spirito è il primo dono del Padre e di Gesù a noi, ed è Lui che ci colma delle ricchezze che Gesù ci ha meritato.

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